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Pensioni: quando saranno pagate per il mese di febbraio 2022

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Ancora non c’è l’ufficialità, ma quasi sicuramente anche per il mese di febbraio 2022 le pensioni saranno pagate seguendo il calendario previsto nei mesi scorsi introdotto a seguito dello scoppio della pandemia Covid.

Pagamento pensioni febbraio 2022

Vista la proroga dello stato di emergenza al 31 marzo 2022, probabilmente anche per i prossimi mesi si procederà con il pagamento delle pensioni in anticipo per coloro che ricevono le somme tramite Poste Italiane.

In via ordinaria, però, i pagamenti dei trattamenti pensionistici, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché delle rendite vitalizie dell’INAIL vengono effettuati il primo giorno bancabile di ogni mese, o il giorno successivo se si tratta di giornata festiva o non bancabile, con un unico mandato di pagamento. La maggiore probabilità è che le pensioni febbraio 2022, siano pagate in contanti nell’ultima settimana del mese di gennaio 2022 (dal 25/01 al 31/01) e sempre suddividendo per scaglioni, in base alle iniziali del cognome dei pensionati.

Da febbraio inoltre si ricorda che verrà richiesto il green pass base cioè quello che si ottiene con vaccinazione, guarigione o anche con tampone negativo effettuato nelle ultime 48 ore, per accedere uffici pubblici, servizi postali, bancari e finanziari. Resta in ogni caso ferma la possibilità, per i pensionati di età pari o superiore a 75 anni e che riscuotono la pensione in contanti alla posta, di richiederne la consegna presso il proprio domicilio delegando a tale scopo i Carabinieri.

Pensioni: assegni più ricchi nel 2022

In tema di pensioni, si ricorda che dal 1° gennaio 2022 le pensioni tornano  ad essere rivalutate con criteri più favorevoli e inoltre da tale data, inoltre, si torna al vecchio criterio di rivalutazione per scaglioni d’importo  che assicura ai pensionati incrementi più favorevoli rispetto ai criteri attualmente in vigore. La perequazione delle pensioni consiste nella rivalutazione annuale degli importi dei trattamenti pensionistici per adeguarli all’aumento del costo della vita.

La rivalutazione delle pensioni è un meccanismo attraverso il quale l’importo delle prestazioni sociali, come la pensione appunto, viene adeguato all’aumento del costo della vita, secondo i dati pubblicati dall’Istat. Si parla di rivalutazione o perequazione, termine che identifica la rivalutazione dell’importo pensionistico legato all’inflazione.

In sostanza da quest’anno parte una rivalutazione del +1,7% che sarà applicata in maniera decrescente al salire della pensione ma anche, a differenza del 2020, calcolata in forma progressiva scaglione per scaglione. Una formulazione questa che porterà incrementi più generosi agli assegni più bassi.

Un dossier dell’Inps ha fornito le prime stime sull’impatto che la soluzione avrà sui trattamenti. Le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo (pari a quello del 2021 che è di 515,58 euro), cioè sino a 2.062,32 euro, otterranno l’incremento dell’1,7%; le pensioni superiori a 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo Inps, cioè tra 2.062,33 euro e 2.577,90 euro, otterranno una rivalutazione dell’1,53%, ferma restando la rivalutazione all’1,7% dello scaglione sino a 2.062,32 euro. Le pensioni di importo superiore a 5 volte il minimo Inps, cioè oltre i 2.577,90 euro, otterranno un incremento dell’1,275%, ferma restando la rivalutazione dell’1,7% dello scaglione sino a 2.062,32 euro e dell’1,53% della fascia compresa tra 2.062,33 e 2.577,90 euro