Pensioni, in vigore anche in Italia i Pepp. Ecco cosa sono

5 Settembre 2022, di Alessandra Caparello

E’ in vigore anche in Italia dal 23 agosto il Pepp, ossia il piano europeo di previdenza complementare con piena portabilità in tutti i paesi dell’Unione Europea. Andiamo nei dettagli.

Pepp: cosa sono i piani di risparmio per la pensione

Istituito dal decreto legislativo n. 114/2022, quello che ha recepito la Direttiva UE del 2019 che ha istituito il Regolamento europeo sull’accesso ai Pepp, i Pan-European Personal Pension Product sono prodotti pensionistici volontari che offrono ai consumatori una nuova opzione di risparmio per la pensione di respiro europeo. Questa nuova tipologia di prodotto consente ai risparmiatori una più ampia possibilità di scelta nell’accumulo di risparmio dedicato alla pensione.

I soggetti ai quali il Pepp si rivolge sono tutti coloro che desiderano risparmiare per la pensione, siano essi impiegati, disoccupati o professionisti.

In sostanza il Pepp è un piano a adesione individuale che prevede la portabilità della posizione in caso di trasferimento della residenza in un altro stato Ue, nel senso che si potrà  continuare ad accumulare contributi nello stesso prodotto senza dover aderire a un fondo pensione nel nuovo paese di residenza. La portabilità sarà resa possibile con l’apertura di sottoconti nazionali in ciascuna posizione individuale.

Come funziona

Il Peep ha il vantaggio di poter essere offerto da una platea ampia di operatori quali compagnie assicurative, banche, fondi pensione, società d’investimento), e inoltre prevede più linee d’investimento, essendo portabile fra Stati membri Ue ed essere anche trasferito da un intermediario a un altro se si cambia Paese. Il Pepp è infatti pensato per i lavoratori che, spostandosi tra Stati Ue, possono mantenere la stessa posizione previdenziale, seppur articolata in “sottoconti” nazionali per ciascun periodo di permanenza nei diversi paesi.

I contributi si versano su base volontaria, dai risparmiatori (per se stessi o per soggetti a carico) oppure dai loro datori di lavoro (dipende dal fondo pensione a cui si aderisce) ma non sarà possibile destinare al Pepp il trattamento di fine rapporto (Tfr). I conferimenti, come in casi analoghi (fondi pensione negoziali, fondi pensione aperti e Pip), sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro mentre sui rendimenti è prevista, come di consueto, l’imposta sostitutiva del 20% tipica della previdenza complementare.

Al raggiungimento del diritto a pensione, si avrà diritto ad una rendita o alla parziale liquidazione del capitale (fino al 50%) delle somme maturate nel sottoconto italiano, ma prima ancora si potrà anche ottenere un anticipo su quanto maturato oppure la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata). Infine, la caratteristica dei Pepp è che il versamento di contributi potrà proseguire anche dopo l’età pensionabile purché risulti almeno un anno di contribuzione al “sottoconto italiano”.

In Italia, gli organi competenti preposti al controllo e alla vigilanza saranno Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), per la ricezione delle domande di registrazione dei Pepp da parte dei fornitori, e Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), per le attività di monitoraggio.