Pensione di vecchiaia, ecco chi deve aspettare fino a 71 anni

19 Ottobre 2022, di Pierpaolo Molinengo

La pensione di vecchiaia non arriverà prima dei 71 anni. Questo è un dato di fatto e una certezza con cui devono fare i conti la maggior parte dei lavoratori. Nel frattempo, si continua a discutere su una possibile riforma previdenziale, con la quale si possa, in qualche modo, impedire il ritorno alla Legge Fornero. Per il momento le regole per accedere alla pensione di vecchiaia e le disposizioni per il versamento dei contributi volontari sono sempre le stesse: i lavoratori, nella peggiore delle ipotesi, ne possono far ricorso in ogni momento.

Ricordiamo che la pensione di vecchiaia è una prestazione economica, erogata ai lavoratori che hanno raggiunto una serie di requisiti previsti dalla legge. Per andare in quiescenza è necessario aver accumulato un minimo di 20 anni di contributi. Questi potranno essere versati in forma volontaria dai lavoratori: per poter ricevere l’assegno previdenziale, infatti, si devono prendere in considerazione tutti i contributi versati dal lavoratore, anche quelli volontari.

Chi dovrà aspettare fino a 71 anni

Quali sono i lavoratori che devono necessariamente mette in conto di andare in pensione (con quella di vecchiaia) a 71 anni? Sono i dipendenti che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 1° gennaio 1996 (non importa che siano contributi volontari o quelli versati dal datore di lavoro per conto del dipendente). Entrando un po’ più nello specifico, i lavoratori che hanno visto il primo accredito contributivo a decorrere dal 1° gennaio 1996, possono accedere alla pensione di anzianità nel momento in cui compiono 67 anni ed abbiano un’anzianità contributiva pari ad almeno 20 anni. L’importo della pensione dovrà essere pari ad almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno minimo.

Discorso diverso è quando il lavoratore abbia intenzione di accedere alla pensione di vecchiaia: a questa sarà possibile accedere con almeno 5 anni di contribuzione, ma solo e soltanto nel momento in cui si siano raggiunti i 71 anni di età. Quindi, in questo caso, è necessario avere 5 anni di più. Per poter accedere alla pensione di vecchiaia, però, è necessario cessare qualsiasi tipo di rapporto di lavoro dipendente.

Pensione di vecchiaia: i contributi volontari

Una delle possibilità a cui i lavoratori possono accedere è quella di versare dei contributi volontari per perfezionare la propria posizione. I contributi volontari danno la possibilità di perfezionare il diritto per accedere a tutti i tipi di pensione, da quella di vecchiaia a quella di anzianità. Ma anche per ricevere quelle indirette.

Hanno la possibilità di effettuare i versamenti tutti i dipendenti che abbiano cessato o interrotto la propria attività lavorativa. Possono accedere a questa opportunità anche i lavoratori che risultino essere iscritti alla Gestione Separata. I contributi volontari per poter accedere alla pensione di vecchiaia, possono essere versati per coprire i periodi durante i quali il lavoratore:

  • non abbia svolto alcun tipo di attività lavorative autonoma o dipendente;
  • abbia usufruito di brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi di studio o lavoro;
  • abbia avuto un contratto part-time verticale od orizzontale.

Sicuramente per riuscire ad accedere alla pensione di vecchiaia, può risultare utile versare dei contributi volontari. In questa sede, comunque è necessario ricordare che prima di effettuare qualsiasi versamento, è necessario ottenere l’autorizzazione dell’Inps. La richiesta potrà essere presentata online attraverso il sito dell’istituto o tramite il contact center.