Pensione, si può andare anche a 56 anni. Ecco chi lo può fare

10 Ottobre 2022, di Pierpaolo Molinengo

È possibile andare in pensione a 56 anni. Questa opportunità, però, non è garantita a tutti i lavoratori. Anzi, la possibilità di uscire dal lavoro così presto, è riservata a una platea davvero ristretta.

Prima di proseguire, è necessario ricordare che la normativa italiana prevede che sia possibile accedere alla pensione di vecchiaia nel momento in cui si compiono 67 anni. I lavoratori hanno, comunque, la possibilità di sfruttare un’interessante alternativa: accedere alla pensione anticipata al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne). Questo, sostanzialmente, significherebbe aver iniziato a lavorare a 14 anni per le donne e a 13 anni per gli uomini. In Italia sono molti i lavoratori precoci, ma sono in pochi a riuscire a maturare i requisiti richiesti al compimento dei 56 anni.

Per fortuna, l’ordinamento italiano permette alcune via di fuga dal mondo del lavoro anticipatamente. La normativa permette di andare in pensione a 56 anni alle persone che non sono più nella condizione di poter lavorare. A riconoscere questa possibilità è l’articolo 1, comma 8, del D Lgs n. 503/1992. Possono accedere a questa misura, però, solo le donne alle quali sia stata riconosciuta un’elevata percentuale di invalidità.

In pensione con l’80% di invalidità

La normativa italiana prevede alcune agevolazioni per i lavoratori con invalidità. Uno degli esempi più lampanti è costituito dal D. Lgs n. 503/1992, il cui merito è stato quello di introdurre la pensione di vecchiaia anticipata per i lavoratori a cui sia stata riconosciuta un’invalidità pari all’80%.

Per poter accedere a questa misura, è necessario essere in possesso di alcuni requisiti, che differiscono tra uomini e donne. In entrambi i casi è richiesta un’anzianità contributiva pari ad almeno 20 anni. Gli uomini potranno accedere alla pensione al compimento dei 60 anni, mentre per le donne ne sono sufficienti 55.

Nel corso del tempo, comunque, questi requisiti anagrafici sono stati modificati e sono stati adeguati alle aspettative di vita, che hanno determinato un incremento di dodici mesi. Questo significa che, i lavoratori a cui sia stata diagnosticata un’invalidità non inferiore all’80%, potranno accedere alla pensione di vecchiaia a 61 anni se sono degli uomini e a 56 anni se sono delle donne.

L’assegno arriva a 57 anni

Una donna può andare in pensione a 56 anni. Questo non significa che possa percepire fin da subito l’assegno previdenziale. Per le pensioni di vecchiaia anticipata, infatti, sono previste delle finestre mobili. Stiamo parlando, in estrema sintesi, di quegli strumenti che ritardano la decorrenza della pensione. 

Nel caso che stiamo analizzando, l’apertura della finestra mobile è di dodici mesi. Questo significa che per riuscire ad ottenere il primo assegno previdenziale è necessario attendere il compimento dei 57 anni. Ossia un anno dopo aver acquisito il diritto ad andare in pensione.

I requisiti per la pensione

I lavoratori che hanno intenzione di andare in pensione anticipatamente (56 anni le donne, 61 gli uomini) devono, prima di tutto, procedere con il riconoscimento dell’invalidità. Sarà necessario, quindi, sottoporsi a una visita specialistica presso le apposite commissioni dell’Inps. In questa sede saranno effettuate le opportune visite per certificare l’invalidità.

La commissione avrà il compito di accertare la presenza delle patologie che comportano la riduzione permanente della capacità di lavorare. Attenzione: per ottenere la pensione è necessario sottoporsi all’accertamento, anche se l’invalidità è stata riconosciuta precedentemente. È l’Inps che deve necessariamente effettuare una valutazione dell’invalidità ai sensi della Legge n. 222/1984 e accertare che il diretto interessato sia in possesso dei diritti.