Pensione anticipata: tutte le soluzioni sul tavolo del governo

10 Settembre 2021, di Mariangela Tessa

Mentre si avvicina la fine della fase di sperimentazione di quota 100, ovvero lo scivolo per la pensione anticipata operativo per il triennio 2019-2021, che abbassa il requisito anagrafico per uscire dal mondo del lavoro a 62 anni, si continua a discutere sui possibili correttivi da introdurre a partire da da gennaio 2022.

In assenza di interventi tornerà in vigore la regola che vuole per la pensione di vecchiaia il raggiungimento dei 67 anni e per quella anticipata almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne).

Pensione anticipata: la proposta di Tridico

Tra le proposte di cui si è parlato negli ultimi mesi, spicca quella del Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha presentato una propria soluzione per l’abbassamento dell’età pensionabile, ossia per consentire a chi lo volesse di anticipare l’accesso alla pensione già a 63 anni.

Tutto questo senza gravare sulle casse dello Stato. Come?

Il Presidente dell’Inps ha pensato a un meccanismo di erogazione della pensione in due parti, che prevede l’ anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva.

Un meccanismo del genere andrebbe risponderebbe al duplice intento: da una parte andare incontro all’esigenza di chi vuole anticipare l’accesso alla pensione; dall’altra permetterebbe allo Stato di attuare una riforma delle pensioni a costi contenuti.

Secondo le stime dell’Inps, infatti, una tale proposta avrebbe un costo iniziale di 443 milioni l’anno, per arrivare al massimo a 2 miliardi di euro.

Altra soluzione, economicamente svantaggiosa per i pensionati, ma che non tuttavia andrebbe a gravare sull’interessato, è quella che prevede un’uscita flessibile dal lavoro, ma solo con tagli o penalizzazioni sull’assegno. Se con la soluzione Tridico la persona accetta di percepire un assegno d’importo limitato solo fino a quando non compirà i 67 anni, nel secondo caso l’assegno verrebbe tagliato fin da subito e per sempre.

Pensione in anticipo con la RITA

Mentre il governo sta studiando una misura alternativa a quota 100, per chi volesse andare in pensione ottenendo l’anticipo di una rendita sulla futura pensione integrativa, dal 2018 è possibile usufruire della cosiddetta RITA, la Rendita integrativa temporanea anticipata.

Si tratta in pratica dell’anticipo di una parte o del totale del capitale che negli anni si è accumulato presso un fondo pensione, oppure attraverso forme pensionistiche complementari e avviene in maniera frazionata (mensile, bimestrale o al massimo trimestrale). Accompagnerà il lavoratore fino al raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione vera e propria.

Possono ottenerla chi ha cessato l’attività lavorativa, ha versato almeno 20 anni di contributi, è iscritto da almeno 5 anni alle forme pensionistiche complementari. Nel dettaglio:

  • a 57 anni i lavoratori al momento disoccupati o inoccupati purché iscritti ad una delle forme pensionistiche complementari in regime di contribuzione e si trovino a 10 anni dal pensionamento;
  • a 62 anni, se mancano 5 anni alla pensione di vecchiaia.