Economia

Paura contagio emergenti, Borse Europa ai minimi di 5 mesi

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I nuovi venti di guerra commerciale rafforzano il dollaro, che consolida i guadagni dopo aver portato a casa una striscia di quattro sedute consecutive in progresso, aumentando così le pressioni sull’area dei mercati emergenti già in seria difficoltà. I listini sono entrati in un mercato ribassista mentre le Borse del resto del mondo arrancano. In Europa gli indici viaggiano sui minimi di cinque mesi. Ma la situazione più critica rimane quella del versante valutario. Così come accaduto alla lira turca e la peso argentino, anche la rupia indonesiana è scesa ai minimi record. Il Sudafrica intanto è sprofondato in una fase di recessione economica e questo non aiuta il rand locale.

Tutti questi eventi hanno alimentato i timori di una propagazione del contagio nell’area degli emergenti: i mercati dei paesi in via di Sviluppo hanno perso altro terreno questa settimana. Dopo il sesto ribasso in sette sedute ieri, l’indice MSCI delle valute ha aggiornato il livello più basso da oltre un anno. Il rand sudafricano è la moneta che ha perso più terreno dopo che i dati ufficiali hanno mostrato una contrazione dell’economia in fase di recessione lo scorso trimestre.

La lira turca continua a pagare le incertezze politico economiche e l’iperinflazione. La sensazione dei mercati è che la banca centrale turca deluderà gli investitori alla riunione della prossima settimana. Intanto il peso argentino è scivolato ai minimi assoluti e la rupia indiana ha toccato l’area più bassa degli ultimi vent’anni dopo che la banca centrale ha intensificato la sua lotta per impedire una svalutazione della moneta.

Rischi contagio ormai troppo grandi per essere ignorati

Dopo che Donald Trump ha minacciato di imporre già da questo giovedì nuovi dazi contro la Cina su 200 miliardi di dollari di prodotti made in China, il biglietto verde si è spinto in rialzo, così come i tassi di interesse dei titoli di Stato Usa.

Sul Forex il dollaro Usa approfitta della situazione favorevole e secondo Kit Juckes, global strategist di Societe Generale, non è una questione di fondamentali, bensì di concorrenza debole. “Non ci sono tanti fattori che mi fanno pensare che il dollaro dovrebbe rafforzarsi, ma ci sono molti elementi che mi rendono nervoso sulle altre valute”.

“Il dollaro è sopravvalutato e non è sostenuto gran che dalle aspettative in materia di politica monetaria, ma le altre divise concorrenti sono messe persino peggio”.

Visto anche l’incremento del costo del denaro in Usa, gli investitori temono che i rischi idiosincratici nei mercati emergenti siano aumentati. Tra i problemi fiscali ell’Argentina, il deficit della Turchia, i dubbi sulle riforme in Sudafrica, gli scandali e le nuove elezioni in Brasile, i rischi di un contagio nell’area sono ormai troppo grandi per essere ignorati.

Le valute emergenti stanno mettendo in fila una serie negativa di sedute impressionanti e ora l’indice di riferimento Emerging Markets sul Forex si trova sui minimi degli ultimi 16 mesi.