Patrimoni super-ricchi raddoppiati con il Covid, crescono disuguaglianze

17 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

In due anni di pandemia, la forchetta tra i patrimoni dei più ricchi al mondo e il resto della popolazione si è andata allargando a dismisura con i dieci uomini più ricchi del mondo che hanno raddoppiata la loro ricchezza. Lo rileva l’Oxfam, in “La pandemia della disuguaglianza”, il nuovo rapporto pubblicato all’organizzazione britannica, in occasione dell’apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos, che quest’anno si terranno in forma virtuale.

Patrimoni raddoppiati con il Covid

I calcoli di Oxfam indicano che, da quando, nel 2020, è scattata l’emergenza, i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Incrementi vertiginosi frutto dell’ aumento dei prezzi delle azioni e degli immobili.

Qualche esempio. Elon Musk, secondo i dati della rivista Forbes, ha visto la sua ricchezza aumentare di 10 volte a 294 miliardi di dollari nei primi 20 mesi della pandemia, superando Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, come persona più ricca del mondo.

Nello stesso periodo i redditi del 99 per cento della popolazione mondiale si sono ridotti da marzo 2020 a ottobre 2021, e 163 milioni di persone siano cadute in povertà a causa della pandemia.
“È il virus della disuguaglianza, non solo la pandemia, a devastare così tante vite”, spiegano da Oxfam, secondo cui ogni 4 secondi una persona muore per mancanza di accesso alle cure, per gli impatti della crisi climatica, per fame, per violenza di genere.

“Le banche centrali hanno pompato miliardi di dollari nei mercati finanziari per salvare l’economia, ma gran parte di queste risorse sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario – ha detto Gabriela Bucher, direttrice di Oxfam International -– Alcuni settori hanno beneficiato della crisi con conseguenze avverse per troppi, come nel caso del settore farmaceutico, fondamentale nella lotta alla pandemia, ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti e alla condivisione di know how e tecnologie necessarie per aumentare la produzione di vaccini Covid e salvare vite anche nei contesti più vulnerabili del pianeta”.

Tra chi ha fatto incetta di guadagni nella pandemia, spiccano anche i big pharma impegnati nella produzione del vaccino. Mentre i monopoli detenuti da Pfizer, BioNTech e Moderna hanno permesso di realizzare utili per 1.000 dollari al secondo e creare 5 nuovi miliardari, meno dell’1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei Paesi a basso reddito.
La percentuale di persone con COVID-19 che muore a causa del virus nei Paesi in via di sviluppo è circa il doppio di quella dei Paesi ricchi, mentre ad oggi nei Paesi a basso reddito è stata vaccinata appena il 4,81% della popolazione.

Oxfam: tassare chi si è arricchito durante la pandemia

L’Oxfam ha quindi chiesto ai vari governi di imporre una tassa una tantum sul patrimonio del 99 per cento sui guadagni inaspettati durante il Covid-19.

In questo modo si otterrebbero più di 800 miliardi di dollari, una cifra “sufficiente a vaccinare il mondo intero” e a garantire “sistemi sanitari a tutti”, ma anche a “risarcire i danni provocati dai mutamenti climatici e varare politiche di contrasto alla violenza di genere”, ha argomentato Bucher facendo presente che i dieci miliardari dopo questo prelievo rimarrebbero in ogni caso più ricchi di quanto non fossero all’inizio dell’emergenza sanitaria globale.