Parlamento: il percorso ad ostacoli del “voto segreto”

10 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Semmai fosse giunto il momento ed il modo di valutare il livello di funzionalità ed efficienza del nostro Parlamento, penso che siamo al momento giusto per dire che siamo al disastro più totale, assoluto ed ahimè, spero non irreversibile.

Di cosa parlo?

Parlo della Legge elettorale che, dopo la doppia bocciatura della Corte costituzionale tanto del Porcellum e, in epoca più recente, dell’Italicum, le più grandi forze politiche dell’attuale Parlamento dal Partito democratico a Forza Italia, dalla Lega al Movimento Cinque Stelle, decidono di scrivere la nuova Legge elettorale da utilizzarsi alle prossime elezioni programmate nella primavera del 2018.

Una delle novità più significative di questo accordo, aveva previsto l’innalzamento della soglia per l’accesso al Parlamento dall’attuale 3 al 5%, valevole per ambedue la Camere.

Le proteste, anche veementi delle sterpaglie e cespugli dell’attuale arena politica non si sono fatte attendere, nel timore di perdere il potere, quale unico collante dell’azione politica.

Alla fine questi personaggi, autentici protagonisti del nulla assoluto, da sempre interessati alla conservazione della poltrona, anche in questa occasione hanno vinto, significando che, grazie alla “regola del voto segreto” ed un certo numero di “franchi tiratori”, la legge è stata bocciata e tutto torna come prima, torniamo nella palude dell’immobilismo e del tirare a campare della politica della conservazione.

Oggi, leggendo alcuni post sui social e qualche conversazione intrattenuta con amici, rilevo critiche versi il neo segretario del PD Matteo RENZI che, a giudizio di questi “soloni”, avrebbe perso una seconda volta, al pari della sconfitta referendaria del 4 dicembre 2016.

Qualcuno, con riferimento al tentativo di trovare un punto di incontro per la definizione di una Legge elettorale condivisa, lo ha definito un “azzardo”, altri ancora un errore evidente etc.

Legge elettorale – esigenza di tutti!

Completamente contrario a definire AZZARDO il tentativo di legge elettorale che, per la prima volta in 70 anni avrebbe visto una soglia di sbarramento civile per accomodarsi in Parlamento. Tornato Renzi alla guida del PD, vincendo alla grande le Primarie, si è tornati a parlare di politica che, per definizione dovrebbe essere la funzione naturale di qualunque Parlamento. Aggiungo e concludo che, continuare a galleggiare fino alla scadenza naturale della legislatura – abolizione Voucher docet – equivale, se non si fosse capito, a regalare il prossimo Governo al Movimento Cinque Stelle. Ergo, l’agire politico significa proporre soluzioni, raggiungere compromessi, significa cambiare l’Italia e questo è il ruolo di Renzi e questo è ciò che vogliono il 41% degli italiani!

Tanta meraviglia?

A voler sintetizzare i i tentativi fatti dal Governo Renzi nei famosi mille giorni e la perseveranza con la quale continua imperterrito ad inseguire ogni soluzione secondo l’arte del possibile che la politica dovrebbe offrire, ricordo:

  • mandare a casa i Senatori, eliminare le province ed il CNEL, dimezzare con lo sbarramento del 5% il numero delle forze politiche in Parlamento, sostenere una legge maggioritaria, mettere limiti agli stipendi dei manager pubblici, ridurre le ferie dei magistrati, centralizzare gli acquisti della sanità, eliminare i vitalizi dei deputati e senatori, rivoluzionare la politica degli inciuci fatti accanto al caminetto, dimostrare che la politica può fare quello che altri non sono riusciti negli ultimi 30 anni, riformare la P.A., relegare i sindacati al loro specifico ruolo, rilanciare l’enorme patrimonio culturale, monumentale e storico del Paese, lo sviluppo economico ed il turismo nonché l’immagine ed il prestigio dell’Italia nell’Europa e nel Mondo, istituire l’Autorità Anti Corruzione, aver fatto una legge anti corruzione, aver rifatto il codice degli appalti (da 700 agli attuali 200 articoli), aver avviato il recupero o rammendo delle periferie, il Piano casa etc;
  • nelle mie 63 primavere vissute non mi è mai capitato di vedere un “pazzo” affrontare, con questa determinazione,  una miriade di problemi di questa portata. 

Voto segreto

La vergogna vergognosa, prima ancora del M5S che sembra abbia fatto mancare l’appoggio all’emendamento presentato in Aula, , sta nel fatto di mandare a “voto segreto” un accordo democratico e lineare, pianificato e voluto dell’80% dell’arco parlamentare, esponendo il fianco, in tal modo, ai “franchi tiratori” i quali, giustamente – a loro modo di vedere – incazzati di perdere la poltrona per effetto dell’innalzamento della soglia al 5%.

Questa empasse, ove ce ne fosse bisogno, è l’ennesima dimostrazione della gabbia in cui ci troviamo dove qualunque riforma od anche decisione – come in questo caso – non si riesce a tradurre in azione politica.

Sono soltanto INDIGNATO!

Stagno senz’acqua

Lo stagno senz’acqua, è una pozzanghera e puzza. La politica, rappresenta l’acqua nello stagno e l’acqua, nel nostro caso, è Renzi. Questo assioma viene naturale dopo il 4 dicembre 2016 in risposta a quelli che dovevano fare delle buone riforme nell’arco di sei mesi.

Gli italiani, ma sicuramente il popolo del 41%, ha capito che senza Renzi non c’è politica!

Poi, con la doppia bocciatura della Consulta sulle leggi elettorali, il tentativo fatto in Parlamento, non solo è stato legittimo ma doveroso nella misura in cui, notoriamente, la politica la deve fare il Parlamento e non certo la Corte costituzionale.

Infine, il duo “Mattarella – Gentiloni”, un autentico narcotico, non risolve i problemi e la storia recente dei “Voucher” ne è solo una piccola dimostrazione.

Resto ancora fiducioso che almeno le “regole”, con l’accordo della maggioranza,  si potranno finalmente scrivere!