Parentopoli parlamentare: assunto figlio deputato

4 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Ennesima storia di favori all’italiana quella raccontata dalla trasmissione televisiva Le Iene in cui protagonisti sono due politici, il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi e il deputato Mario Caruso. Tra i due il filo conduttore è proprio il figlio di Rossi che sarebbe stato assunto dal parlamentare per fare un favore al padre.

Ma il figlio illustre in realtà a lavoro non si presenta mai e a pagargli lo stipendio è il padre. A denunciare i fatti una giovane assistente parlamentare che dice di lavorare senza contratto e senza stipendio per il deputato Caruso.

Con una telecamera nascosta lo stesso deputato spiega che l’assunzione del figlio di sarebbe avvenuta per fare una cortesia al padre visto che non poteva assumerlo lui stesso e che comunque lo paga il genitore. Immediata la replica del sottosegretario che ha rimesso oggi le deleghe.

“Sono accuse infondate e lesive della mia persona. Insinuazioni che infangano, ancora una volta, la mia reputazione. Mio figlio ha un regolare contratto di assistente parlamentare con un deputato della Camera. Il documento, consultabile, conferma l’assenza di un rapporto di dipendenza dal mio ufficio contrariamente a quanto riportato nel servizio. Un incarico di natura fiduciaria che non prevede vincoli di orario lavorativo e anche per questo con una minima retribuzione.

In ogni caso al fine di non coinvolgere l’Amministrazione che rappresento e per svolgere ogni azione in piena libertà e con maggiore serenità, ho deciso di rimettere le deleghe conferitemi dal Ministro della Difesa. Con questa iniziativa voglio fare chiarezza per evitare che queste informazioni siano strumentalizzate: le spese relative ai collaboratori sono rendicontate, e questo basta per dimostrare da chi realmente dipende l’impiegato e viene retribuito.

Ho dato mandato a uno studio legale al fine di tutelare l’immagine mia e di mio figlio ed esaminare la possibilità di contestare le accuse che mi sono state rivolte nelle opportune sedi legali”.