Pagamenti, si gioca qui la guerra tra banche e FinTech

12 Aprile 2018, di Daniele Chicca

A lungo considerato un settore appannaggio delle sole banche, quello dei pagamenti di denaro è stato preso d’assalto da una serie di nuovi attori, vogliosi di fidelizzare la clientela e di ottenere da questa un elemento molto prezioso: i dati. Fino a pochi anni fa, la questione non si poneva nemmeno: per ottenere una carta di credito, un assegno, o per prelevare soldi, i clienti non avevano altra scelta se non quella di passare da un istituto bancario tradizionale.

L’evoluzione si deve al cambiamento dell’impianto di regolamentazione. La nuova direttiva europea sui servizi di pagamento, la DSP2 entrata in vigore il 13 gennaio 2018, riorganizza la concorrenza nel settore finanziario con l’obiettivo di favorire l’innovazione e l’ingresso di nuovi player nel mercato. “Per anni il settore dei pagamenti non sembrava interessare nessun altro all’infuori delle banche tradizionali, ma le barriere sono cadute“, ha dichiarato all’agenzia stampa AFP Alice Poizat, direttrice di Kea Partners.

Ora i pagamenti elettronici non sono più un’esclusiva del settore bancario e sono diventati un punto di ingresso accessibile e attraente verso i servizi finanziari per gruppi attivi in industrie variegate. Il nuovo quadro normativo si coniuga con una vera e propria esplosione dell’offerta di strumenti tecnologici innovativi e con la rivoluzione della telefonia mobile.

Oligopolio banche appartiene al passato

“La produzione e industrializzazione della carta di credito non è più un passaggio obbligato. Si possono proporre carte di pagamento fisiche, ma anche pagare con il proprio smartphone o persino tramite delle carte virtuali” osserva Poizat. Commercializzare i servizi di pagamento non è mai stato più facile e così anche gruppi lontani dal mondo finanziario come Apple, Samsung e le compagnie di telecomunicazioni si stanno fiondando sul mercato.

Questo porta a una “destabilizzazione per le banche retail“, come spiega all’AFP Jérôme Reboul, vice direttore dei servizi bancari (BANCFIN) presso la direzione generale del Tesoro francese. I gruppi Fintech propongono ormai quasi gratuitamente ai propri clienti soluzioni bancarie di base, strumenti per prelevare denaro, possibilità di effettuare bonifici e carte di credito sia fisiche sia virtuali. I negozi convenzionati di Italia, Germania, Spagna e Regno Unito offrono già un servizio per prelevare e non solo pagare denaro (cash-back).

In Europa il gigante tlc Orange ha effettuato l’ingresso nel settore bancario offrendo i propri servizi direttamente passando da una banca mobile, Orange Bank. Altrove nel mondo colossi del settore hi-tech come Apple, Google e Samsung, propongono oggi servizi personalizzati di pagamento via smartphone, senza dimenticare poi Amazon: il titano dell’e-commerce fornisce carte Visa ai suoi clienti americani. Persino nel settore dei trasporti aerei si vedono esperimenti simili: con il servizio BigPay, Air Asia, compagnia aerea della Malaysia, offre l’opportunità di trasferire il proprio denaro e di prendere soldi in prestito in Asia.