Opinioni pagina 12
Sembrava quasi di essere la vigilia di Capodanno nei mercati di lunedì. Dopo settimane di preparazione al peggio, gli investitori hanno aperto gli occhi su una sorpresa spettacolare: gli Stati Uniti e la Cina hanno concordato di fare un passo indietro dall’orlo del baratro, annunciando una pausa di 90 giorni nella loro guerra commerciale. I dazi sono stati drasticamente ridotti rispetto ai recenti livelli alle stelle, innescando un rally del mercato azionario globale.
L’offera pubblica di scambio lanciata da Mediobanca su Banca Generali è solo l’ultima mossa di una partita più ampia che sta ridisegnando il panorama del wealth management. Più che una fusione, è il sintomo di un cambiamento strutturale: l’industria si sta spostando verso modelli asset light, ricavi ricorrenti e maggiore integrazione tra advisory, private banking
Tra gli aspetti degni di nota della correzione di mercato di aprile vi è stata la vendita massiccia dei titoli del Tesoro USA a piĂą lunga scadenza. Il timore è che questa possa essere solo la prima fase di un inevitabile e violento irripidimento della curva dei rendimenti dei Treasury. Da tempo ormai riteniamo che l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro sia un fattore fondamentale.
Dopo un certo consolidamento intorno ai 95.000 dollari, la scorsa settimana il bitcoin è uscito da questa fascia di negoziazione e ora punta nuovamente ai 100.000 dollari, un livello particolarmente importante. Come numero tondo, infatti, già in precedenza ha agito come livello di resistenza, con vendite consistenti quando è stato raggiunto per la prima volta
Gli ultimi anni si sono rivelati sempre piĂą difficili per i gestori attivi, in particolare a causa della crescente concentrazione nella fascia alta del mercato azionario statunitense associata all’ascesa del gruppo delle “Magnifiche Sette” (Mag 7). Costruire un portafoglio è molto piĂą difficile quando oltre il 30% del budget di rischio di un gestore è assorbito da poche azioni.
A 100 giorni dall’inizio del suo secondo mandato, Trump ha giĂ scosso l’ordine geopolitico globale guidato dagli Stati Uniti, messo in discussione sconvolto il commercio internazionale, sollevato dubbi sulla traiettoria fiscale americana e sull’indipendenza della politica monetaria, il tutto spingendo sempre piĂą in lĂ i limiti del potere esecutivo.
Temere le perdite è umano. Daniel Kahneman ha trattato la tematica nella sua teoria dell’avversione al rischio, dimostrando che la frustrazione correlata a una perdita di denaro è maggiore rispetto alla soddisfazione per i guadagni ottenuti. Dunque, l’istinto dell’investitore è quello di abbandonare il mercato laddove esso inizi a crollare, così come l’avidità ci stimola a reinvestire quando i titoli evidenziano netti rialzi. Ancora non sappiamo cosa ci riserverà il resto dell’anno.
Il dollaro ha intrapreso un’altra fase di ribasso dopo l’annuncio del presidente Trump di dazi reciproci il 2 aprile. Il biglietto verde aveva giĂ subito un calo significativo a marzo, opponendosi alle aspettative diffuse secondo cui la sua forza sarebbe dovuta persistere per la maggior parte del 2025. Le valute dei partner commerciali presi di mira dai dazi statunitensi dovrebbero in teoria risentirne poichĂ© questi dazi ne smorzano la domanda.
I mercati azionari hanno reagito in modo altalenante, mentre l’incertezza sulla politica commerciale degli Stati Uniti ha raggiunto un nuovo massimo storico. Gli investitori sono stati lasciati quasi completamente all’oscuro del mix di politiche che sarebbe stato annunciato il 2 aprile.
Anche se a con scadenze progressive, da oggi per le grandi imprese, a partire dal 1°settembre per le medie imprese e, infine, a partire dal 1° gennaio 2026 per le piccole e micro imprese, entra in vigore l’obbligo per le imprese italiane di assicurarsi contro gli effetti delle catastrofi naturali. Le aziende non assicurate non potranno beneficiare in futuro di alcuna agevolazione pubblica, non solo relativa ad eventi catastrofali naturali.