Opinioni pagina 11
Di recente sui mercati sono aumentate l’incertezza e le aspettative di inflazione, oltre a esser peggiorato il sentiment già negativo degli investitori. Tuttavia, adottando una prospettiva a più lungo termine e con il mercato che ha già toccato i minimi, prevediamo che l’azionario globale possa raggiungere rendimenti attesi leggermente più elevati rispetto allo scorso autunno.
Il “Liberation Day” del presidente statunitense Donald Trump ha rivelato i suoi piani tariffari nei confronti del resto del mondo, rivelatisi persino piĂą drastici di quanto molti temessero. Il risultato è stato un crollo dei mercati azionari globali, con perdite per migliaia di miliardi di dollari, e un’impennata dei rendimenti dei Treasury USA a 10 anni, che si sono avvicinati al 5%.
I mercati azionari si stanno stabilizzando dopo le forti turbolenze degli ultimi mesi e sia gli investitori che gli strategist stanno tornando ad agire normalmente. Dopo essere passati da un atteggiamento bullish a uno bearish durante il sell-off di aprile – e essersi fatti sfuggire il successivo rally che ci ha riportati al punto di partenza in soli tre mesi – la maggior parte di loro mantiene ora una nuova posizione ribassista.
Quando si valuta un’esposizione all’high yield, per gli investitori è fondamentale considerare l’impatto sul rischio complessivo del portafoglio. Per mantenere un profilo di rischio bilanciato, spesso si tende a ritenere che la soluzione migliore sia adottare un approccio globale. Tuttavia, se in numerosi segmenti del reddito fisso la diversificazione internazionale offre vantaggi evidenti, nel caso dell’high yield tali benefici risultano decisamente meno chiari.
Ogni azienda nasce da un’idea, che col tempo si trasforma in un prodotto o in un servizio. Ma per crescere e svilupparsi realmente, le aziende hanno spesso bisogno di un ingrediente fondamentale: il capitale. All’inizio, questi finanziamenti provengono in genere da venture capital disposti ad assumersi i rischi di investire in imprese giovani, quando i
Nel primo trimestre del 2025, il volume globale dei dividendi è stato pari a 398 miliardi di dollari Usa, con un aumento del 9,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche se la crescita rimane robusta, la crescita è significativamente inferiore al +15,3% del quarto trimestre del 2024. Questo è il primo segnale che le incertezze globali stanno pesando sempre di piĂą sulla fiducia delle aziende.
Nelle ultime due decadi, numerose società tecnologiche hanno beneficiato di un contesto di globalizzazione e di costi di input in costante diminuzione, creando piattaforme digitali caratterizzate da costi fissi ridotti e da effetti di rete ampiamente scalabili. Tali effetti di rete, basati sull’aumento di valore all’aumentare del numero di utenti, hanno generato margini elevati e
Ad oggi possiamo dire che aprile e maggio sono stati due mesi “trumpeschi”, caratterizzati da annunci, ripensamenti, voltafaccia, minacce di rappresaglie e discorsi più o meno freddi. Tutto ciò, unito alla schizofrenia della politica statunitense, ha innescato oscillazioni dei mercati molto ampie, le quali hanno gettato nella confusione i vari player.
Le previsioni di crescita per il 2025 sono state riviste al ribasso all’1,7%, in gran parte a causa dell’accumulo di scorte nel primo trimestre, prima di tornare al 2,4% nel 2026. L’inflazione è ora prevista al 3,1% sia per quest’anno sia per il prossimo, come conseguenza diretta dei dazi imposti dall’amministrazione
Sebbene retrospettiva, la stagione degli utili del primo trimestre è stata solida, con una crescita del 13,4% (il 90% delle società dell’S&P 500 ha pubblicato i propri risultati), ben al di sopra del 7,1% previsto all’inizio della stagione.Alla luce dei recenti sviluppi positivi nei negoziati commerciali (e quindi del calo del rischio di recessione), i