Open banking, con l’intelligenza artificiale la trasformazione digitale è di casa

9 Novembre 2020, di Massimiliano Volpe

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è sempre più diffuso anche nel mondo dei servizi finanziari. Nel settore bancario gli istituti di credito hanno iniziato ad investire in questa tecnologia sviluppando specifiche applicazioni e creando partnership con il mondo FinTech. Banche e assicurazioni in tutto il mondo sono sempre più consapevoli del potere di queste tecnologie e stanno studiando come l’intelligenza artificiale può aiutarli ad introdurre nuovi servizi sul mercato e migliorare la produttività delle strutture esistenti.

Algoritmi: un tesoro tecnologico

L’intelligenza artificiale consente infatti di analizzare rapidamente dati non strutturati e omogenei fra loro come testi, immagini, video e audio dando così la possibilità di realizzare servizi e modelli previsionali più accurati. In questa prima fase di apertura all’intelligenza artificiale gli istituti di credito stanno utilizzando i nuovi algoritmi soprattutto per rilevare frodi e studiare i comportamenti dei clienti.

Secondo un sondaggio del 2017, condotto congiuntamente da Efma e Deloitte tra i manager del mondo bancario, l’impatto maggiore dell’uso dell’intelligenza artificiale si avrà proprio nella gestione dei clienti per il 65% degli intervistati, nelle operazioni di back office (52%) e nella consulenza finanziaria (42%).

Un risultato che non stupisce Deloitte, visto che secondo la società di consulenza i vantaggi non si esauriscono nel contenimento dei costi. Secondo l’ultimo report prodotto dalla società in collaborazione con il World Economic Forum, l’Intelligenza Artificiale e le altre tecnologie emergenti potranno aumentare rapidità e precisione del decision-making, dare vita ad ecosistemi sempre più aperti e – soprattutto – offrire un’esperienza cliente sempre più personalizzata, attraverso consigli su misura e offerte di prodotti complementari.

I vantaggi del digital banking per le banche

Tra le applicazioni in fase di ottimizzazione per la relazione con il cliente c’è ad esempio il riconoscimento vocale biometrico necessario per verificare le identità dei clienti nelle attività telefoniche. In questo modo, abbandonando le tradizionali domande di sicurezza e i codici Pin, la banca mira a ridurre le frodi e semplificare il processo bancario telefonico.

La tecnologia è in grado di riconosce la “stampa vocale” di un cliente che è composta di oltre cento caratteristiche basate su configurazione fisica della bocca e della gola di chi parla. Inoltre, grazie al monitoraggio sui social dei messaggi dei clienti sarà possibile interpretare le preferenze dei consumatori e come gli addetti del servizio clienti dovranno rispondere a determinate richieste dei clienti su servizi e tariffe.

Con questi nuovi software gli istituti di credito saranno anche in grado di interagire con un numero maggiore di clienti grazie all’automazione delle attività finora eseguite manualmente.

Dal sondaggio è emerso poi che ci potranno essere diversi approcci all’intelligenza artificiale e alla loro piena integrazione con le altre attività. Alcuni modelli prevedono un utilizzo molto spinto della tecnologia, altri più graduale nel tempo e limitatamente ad alcune funzioni.

Un tavolo di lavoro sulla digital transformation delle banche e il ruolo dell’intelligenza artificiale nel mondo bancario è stato avviato dal CETIF con il “Digital Banking Hub” che ha l’obiettivo di accompagnare le istituzioni nella risoluzione delle criticità riscontrate, mappando i processi di digital transformation in corso e proponendo un percorso di sviluppo basato sulle innovazioni in atto nel mercato. I partecipanti all’iniziativa discuteranno delle seguenti tematiche: from Open Innovation to Open Distribution, customer lifecycle & AISP service models, artificial intelligence banking services e real time experience & instant banking.