Opec taglia stime domanda petrolio, pesano economie emergenti

13 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Niente di buono dall’ultimo report arrivato dall’Opec, che ritiene che la domanda di petrolio proveniente dalle principali economie del mondo non sarà sufficiente a compensare il calo nei consumi che colpirà altre aree del globo. E che, di conseguenza, taglia le stime sulla crescita della domanda globale prevista per il 2016 di 50.000 barili al giorno.

L’Opec ha motivato la propria decisione con il rallentamento delle economie dei mercati emergenti, le temperature più alte e la rimozione di alcuni sussidi a sostegno dei carburanti nel Medio Oriente. Citata nello specifico anche la crisi che sta investendo l’economia del Brasile.

Insomma, l’Opec non esclude altre revisioni al ribasso.

Il tasso di crescita della domanda è atteso dunque al ritmo di 1,2 milioni di barili al giorno, in ribasso rispetto a quello del 2015, pari a 1,54 milioni al giorno, a quota 94,18 milioni di barili al giorno nel 2016.

“I fattori negativi in corso sembrano avere la meglio su quelli positivi e implicano possibili revisioni al ribasso della crescita della domanda di petrolio, nel caso in cui i segnali esistenti al momento continuassero a persistere. Gli sviluppi delle economie di America Latina e Cina sono fonti di preoccupazione”.

Intanto è grande attesa per il meeting tra i paesi produttori di petrolio che appartengono all’Opec e quelli non Opec. La riunione è attesa in quanto potrebbe concludersi con un accordo per congelare la produzione, a sostegno dei prezzi del petrolio, reduci da un crollo senza precedenti.

L’ultimo report mensile dell’Opec, da cui emerge il taglio dell’outlook sulla domanda, mette in evidenza che gli 11 membri dell’Opec che dovrebbero partecipare alle trattative di Doha stanno al momento offrendo sul mercato 487.000 barili al giorno al di sotto dei livelli di gennaio. La cifra sarebbe una sorta di benchmark, che è stato proposto per il raggiungimento dell’intesa.

La Libia al momento ha reso noto che non parteciperà alla riunione di domenica prossima, 17 aprile, mentre l’Iran deve ancora decidere.

Dal report mensile dell’Opec risulta che la produzione dell’Arabia Saudita è rimasta stabile rispetto ai livelli di gennaio.

Altre analisi elaborate dall’Opec rendono noto che tutti i 13 membri del cartello Opec hanno offerto 32,25 milioni di barili al giorno nel mese di marzo, in rialzo comunque di 14.900 barili al giorno rispetto a febbraio.

Riguardo a quello che ci si può attendere dal meeting di Doha di domenica, si sa al momento che il ministro petrolifero iraniano Bijan Namdar Zanganeh non sarà presente, ma invierà al suo posto un rappresentante. Nel frattempo, il portavoce del Cremlimo Dmitry Peskov ha affermato di intravedere ancora qualche speranza sulla possibilità di congelare la produzione di petrolio, nonostante la posizione dell’Iran. Il commento è arrivato dopo una conversazione tenuta tra il ministro russo dell’Energia Alexander Novak e la sua controparte dell’Arabia Saudita.