Covid, per i soggetti obesi il rischio di morte aumenta quasi del 50%

26 Agosto 2020, di Alberto Battaglia

Il coronavirus potrebbe essere di gran lunga più pericoloso per chi soffre di obesità. Secondo una meta-analisi condotta dall’università della North Carolina, i soggetti con un indice di massa corporea superiore a 30 presenterebbero un rischio di decesso connesso all’infezione incrementato quasi del 50% rispetto alla media.

La notizia riguarda da vicino gran parte della popolazione residente nel mondo sviluppato, ove la piaga dell’obesità è decisamente più profonda.
Secondo la ricerca, i soggetti obesi avrebbero un rischio più che doppio di essere ricoverati in ospedale in seguito alla malattia (+113%) nonché in terapia intensiva (+74%). Il rischio di decesso, come detto, aumenterebbe del 48%.
Questi risultati, basati sul confronto incrociato di numerosi studi preesistenti, potrebbero essere giustificati dal fatto che l’obesità si accompagna spesso a patologie come il diabete o disfunzioni cardiache: queste ultime contribuirebbero a una maggiore letalità del Covid-19.

L’autore: “Questi dati onestamente mi hanno scioccato”

Secondo il primo autore della ricerca, il professor Barry Popkin (UNC Gillings Global School of Public Health), l’influenza dell’obesità nell’ambito dell’infezione da coronavirus “è piuttosto grande” e “molto superiore a quanto previsto”.
I risultati della ricerca, ha dichiarato l’autore al Guardian, “onestamente mi hanno scioccato.

Le conseguenze nell’efficacia del vaccino

I benefici di un eventuale vaccino, inoltre, potrebbero essere più modesti nei soggetti affetti da obesità: “Sappiamo che un vaccino Covid avrà un effetto positivo sulle persone obese, ma sospettiamo da tutta la nostra conoscenza dei test sul vaccino Sars e sul vaccino antinfluenzale che [si questi soggetti] si avrà un beneficio minore rispetto agli altri”, ha detto Popkin.
Per tale ragione lo studioso ha suggerito agli sviluppatori del vaccino di esaminare i dati sugli studi clinici riguardanti i soggetti affetti da obesità e a condurre sperimentazioni anche in questa categoria di persone.