Obbligazioni, azioni e alternativi: gli scenari per il 2022 di M&G

20 Gennaio 2022, di Luca Losito

Tra la volatilità generata dalla pandemia e gli stimoli finanziari senza precedenti, negli ultimi due anni gli investitori hanno avuto il loro bel da fare per districarsi tra azioni, obbligazioni e asset alterativi.

Nel corso della tavola rotonda organizzata da M&G nei giorni scorsi, si è parlato proprio di quello che è accaduto negli ultimi mesi, per capire quale sarà l’evolversi della situazione e adottare le giuste contromisure negli investimenti.

Obbligazioni, tempi difficili

Gli investimenti a reddito fisso sono quelli più in sofferenza in questa fase. In un contesto come quello attuale “l’inflazione è nemica degli investitori in reddito fisso”, ha spiegato Jim Leviss CIO of public fixed income di M&G, per il quale gli interventi di contenimento della pressione inflazionistica da parte delle banche centrali sono auspicabili purché, sottolinea, avvengano con gradualità. In questo quadro, “solo i titoli a tasso di interesse variabile sembrano essere un rifugio contro l’inflazione”, ha evidenziato l’esperto.

Azionario, la view è positiva

Discorso diverso per le azioni. “Dal punto di vista del mercato azionario – ha esordito Fabiana Fedeli, chief investment officer equities and multi-asset di M&G – fra le variabili chiave da monitorare non c’è soltanto l’inflazione quanto piuttosto la regolamentazione. Le autorità guardano sempre di più alle aziende con l’obiettivo di tutelare il consumatore”.
Ma se in passato il focus era indirizzato prevalentemente sul controllo della concorrenza e dei prezzi, ora invece “la prospettiva è più ampia e riguarda numerose variabili che includono la privacy, benefici sociali, uguaglianza”.
Concludendo che “finché questa situazione persiste, e al momento sembra essere il caso, siamo costruttivi sull’azionari”.

Alternativi, utili per diversificare

Da ultimo, dopo azioni e obbligazioni, gli asset alternativi, che offrono opportunità importanti per la diversificazione. Fra i quali in particolare quegli strumenti – di capitale o di credito – non quotati in mercati regolamentati.
“Credo che i mercati privati continueranno ad essere attraenti per gli investitori a lungo termine, che saranno in grado di utilizzare la tecnologia, adattarsi alla complessità, innovare nei mercati in evoluzione ed essere agili affrontando nuove opportunità”, ha spiegato William Nicoll, chief investment officer of Private and Alternative Assets di M&G.