Obbligazioni: aprile da dimenticare mentre l’inflazione alimenta aumento tassi

28 Aprile 2022, di Mariangela Tessa

Aprile da dimenticare per il mercato delle obbligazioni, che si appresta a chiude il mese peggiore mese di sempre, mentre gli investitori si preparano ad una raffica di rialzi dei tassi la prossima settimana, incluso il più aggressivo inasprimento della Fed dal maggio 2000. L’indice Bloomberg Global-Aggregate Total Return ha perso il 4,9% ad aprile, la performance mensile peggiore dal 1990.

Nel frattempo i rendimenti a tre anni dell’Australia sono saliti di sette punti base al 2,74% mentre il tasso su due il debito della Nuova Zelanda su un anno è balzato di otto punti base al 3,39%.

Dietro l’impennata dei rendimenti c’è l’accelerazione dell’inflazione. Un trend destinato a continuare alla luce del caro dell’energia e della recente chiusura dei rubinetti del gas russo a Polonia e Bulgaria. Tutto questo non fa che accelerare la corsa al rialzo dei tassi di interesse.

Gli swap scontano un aumento del tasso di mezzo punto da parte della Federal Reserve il 4 maggio e un aumento del costo del denaro anche da parte della Reserve Bank of Australia e la Bank of England.

“Fino a quando i prezzi della Fed non avranno fatto il loro corso e si saranno stabilizzati, i rendimenti globali possono aumentare ulteriormente”, ha detto all’agenzia Bloomberg, Imre Speizer, strategist della Westpac Banking Corp. ad Auckland. “Gli investitori saranno acquirenti riluttanti di obbligazioni fintanto che i prezzi dei tassi della Fed continueranno a salire o fino a quando non saranno più sicuri di valutare un eventuale rallentamento economico”.

Obbligazioni, aprile nero anche per i titoli high-grade

Aprile nero anche per i titoli high-grade. Secondo un benchmark globale di Bloomberg, i titoli ad alto rendimento hanno perso il 5,3% sulla strada per il più grande crollo mensile da marzo 2020, quando la pandemia ha scosso i mercati finanziari.

“Il mercato di oggi offre certezze molto limitata e abbondante incertezza”, hanno scritto in una nota gli strategist di Bank of America, Mark Cabana e Bruno Braizinha. “L’attuale incertezza è guidata dal contesto macroeconomico e inflazionistico e dalle tensioni geopolitiche, che richiederanno tempo per risolversi. Ma anche le banche centrali globali sono responsabili dell’elevata incertezza”.