Obama: 2010 anno difficile, ma chiuso in rimonta

31 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Mentre il tasso di disoccupazione si consolidava al 9,8% e il suo grado di approvazione scendeva dal 56 al 47%, il presidente “anatra zoppa” non ha mai smesso di provarci nonostante i tanti segnali avversi. Gomitata durante una partitella di basket compresa. Tutto e’ iniziato quando il Senatore repubblicano Brown ha preso il posto dello scomparso Ted Kennedy, che tutta una vita si era battuto per allargare la copertura medica pubblica all’intera popolazione americana.

Da qui una valanga: si e’ persino rimessa in discussione la riforma della sanita’, vanto dell’amministrazione che e’ arrivata a definirla “il vero cambiamento”, il simbolo delle politiche di rinnovo decantate in campagna presidenziale da Barack Obama. Il fondo e’ stato toccato con la debacle alle elezioni di meta’ mandato da cui i democratici ne sono usciti con le ossa rotte e senza la Camera. Senato confermato, ma con difficolta’. L’agenda ricca di impegni e’ stata rispettata solo in parte.

La fuoriuscita di petrolio in una piattaforma della BP e’ stata una complicazione cui il governo non ha saputo rispondere con la necessaria prontezza. Morte 11 persone, 127 milioni di litri di greggio in 100 giorni. Il disastro ambientale piu’ grave della storia degli Usa. E gli americani sono rimasti delusi da Obama cosi’ come lo erano di Bush dopo l’Uragano Katrina.

Ed ecco poi arrivare le elezioni di midterm con il loro chiaro messaggio di scontento dell’elettorato Usa. Infine la pubblicazione dei documenti segreti da parte di WikiLeaks, che hanno provocato l’imbarazzo di Washington e in particolare della diretta interessata, il segretario di Stato Hillary Clinton.

Ma dicembre e’ stato il mese del riscatto dell’inquilino della Casa Bianca. Estensione dei tagli fiscali, abrogazione della legge “Don’t Ask Don’t Tell” e ratifitca dello START (benedizione al Senato). Tutti e tre si possono considerare grandi successi diplomatici per Obama.

Sulle tasse messi all’angolo i democratici piu’ progressisti, sulla legge per l’ingresso dei gay nell’esercito Washington e’ riuscita a mettere con le spalle al muro invece i repubblicani piu’ conservatori, per la grande soddisfazione dei gay in uniforme. La stessa strategia mirata che e’ stata seguita per raggiungere l’accordo con la Russia e che prevede che i due paesi riducano gli armamenti nucleari.

E da un ultimo sondaggio, condotto da Gallup, emerge che Obama e Hillary Clinton sono i personaggi della politica piu’ ammirati dagli americani, nonostante lo schiaffo che il loro partito si e’ beccato alle elezioni midterm e nonostante le polemiche che hanno vista coinvolta la moglie dell’ex presidente Bill riguardante le operazioni di “spionaggio” di funzionari Onu. Da ora e’ l’economia che dovrebbe essere messa al centro delle priorita’ dell’agenda politica della Casa Bianca.

Vista la criticita’ della situazione Obama farebbe meglio a godersi i suoi ultimi giorni di vacanza nei campi di golf delle Hawaii. Le minacce di Corea del Nord e Iran, la guerra in Afghanistan (e forse in Pakistan) la ripresa al rallentatore, il braccio di ferro valutario con la Cina e un Congresso diviso a meta’. A confronto il 2010 sembrera’ una passeggiata.