Npl, tante banche europee tecnicamente fallite: mancano i soldi

31 Luglio 2017, di Daniele Chicca

I ministri Ue delle Finanze si incontreranno per parlare di bad bank e per trovare una soluzione alle banche europee tecnicamente già fallite. Il gruppo Ecofin si concentrerà sui casi degli istituti del credito di Grecia, Spagna, Italia e Germania che sono quasi insolvibili.

L’agenzia di rating Fitch ha lanciato un allarme sulla situazione critica, osservando che non ci sono fondi propri a disposizione per poter coprire le perdite provocate dai crediti inesigibili in portafoglio, i cosiddetti npl (non-performing loans). Si parla di una cifra astronomica: 1.092 miliardi di euro a fine 2016.

Le banche in questione riescono a sopravvivere perché lo Stato le aiuta e la Bce chiude un occhio sui loro bilanci. Per il sistema bancario italiano, in gioco ci sono 200-360 miliardi di euro. Tra le soluzioni evocate c’è sempre quella delle bad bank nazionali. Si tratta di società destinate a recuperare le attività “tossiche”, in deficit o non performanti – e gestirne lo smaltimento rivendendo gli asset ad altri gruppi – in genere dei fondi specializzati come quelli di private equity o i fondi detti “avvoltoio” per la loro propensione alla speculazione.

Perché non vengono fatti estinguere questi asset in perdita una volta per tutte anziché farli passare per le bad bank? È presto spiegato.

Il mercato “dei limoni” del credito è sotto stress

L’acquirente ha meno informazioni del venditore che è reticente a dare indicazioni dettagliate. Ottenere informazioni comporta un costo per il potenziale acquirente, in inglese lo chiamano “mercato dei limoni”, espressione coniata dall’economista George Akerlof. I limoni della metafora sono come le auto d’occasione. In un mercato di questo tipo, una garanzia per il venditore può rassicurare l’acquirente. Il ruolo della bad bank può dunque essere paragonato a quello del garagista che recupera una vettura usata e la rimette sul mercato con una garanzia.

Nel caso dei crediti deteriorati la situazione è un po’ più complicata. Se i prestiti sono non performanti vuol dire che chi emette debito è in difficoltà. La legge nazionale in questo caso gioca un ruolo importante. La Bce desidera dunque mettere a punto degli standard e linee guida perché siano offerte informazioni accessibili a tutti gli operatori di mercato su ogni prestito.

La bad bank permette di evitare di rottamare le auto d’occasione e di rimettere sul mercato quelle sane. Anche la Germania è in difficoltà. Istituti come la Bremer Landesbank e HSH Nordbank sono in una situazione simile a quella delle banche italiane salvate di recente, motivo per il quale il ministro dell’Economia Wolfgang Schaeuble ha guardato con attenzione quanto è stato fatto per mettere in sicurezza Mps, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

L’Eurofin sta vagliando la possibilità che le bad bank nazionali possano recuperare i crediti deteriorati a un valore economico e non al valore di mercato. Questo permetterebbe di ripulire i bilanci senza che le banche debbano subire perdite troppo pesanti. Così facendo si allontanerebbero anche i fondi avvoltoio in agguato. Le bad bank, in concreto, pagheranno caro i portafogli di crediti inesigibili.

Bond senior tutelati alle spese dei contribuenti

Quanto alla garanzia, tuttavia, l’analogia con le auto usate non regge del tutto: non è la bad bank (il garagista) che la offre, bensì il contribuente. I bond sono a rischio e lo si è visto. In un report pubblicato di recente Steve Huber, Fixed Income Portfolio Manager di T. Rowe Price, ha spiegato come gli ultimi episodi e salvataggi nel settore bancario europeo abbiano acceso i fari sulle obbligazioni societarie del settore bancario.

Con l’intervento sono stati in pratica sacrificati i contribuenti per tutelare i detentori di bond senior. In questo modo, con l’intervento di Stato e privati, sono state evitate crisi potenziali, scongiurando un effetto contagio. In Italia abbiamo visto l’ingresso nel capitale delle due venete da parte di Intesa Sanpaolo e in Spagna con l’acquisto da parte di Santander per il valore nominale di 1 euro di Banco Popular. Sempre in Italia poi il governo italiano ha aiutato MPS a rafforzare il suo patrimonio con una ricapitalizzazione precauzionale.

Questi ultimi sviluppi sono stati accolti positivamente dai mercati, come un segnale che le autorità possono effettivamente fare fronte ai problemi del sistema bancario, contribuendo a mantenere la stabilità finanziaria in Europa. I governanti hanno mostrato la volontà di accollare le perdite più pesanti ai contribuenti e ai detentori di bond subordinati. “La riduzione complessiva dei livelli di stress nel comparto bancario è positiva”, secondo Huber.

“Una delle grandi lezioni che gli investitori dovrebbero apprendere dagli ultimi avvenimenti è che al di là delle modalità con cui le Autorità hanno affrontato i fallimenti delle banche, i detentori di bond senior – i più alti nel ranking del debito obbligazionario nella struttura del capitale – sono stati tutelati”.