Nord Stream 2: Usa minacciano sanzioni contro la Germania

11 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

La scorsa primavera, prima di una visita alla Casa Bianca, Angela Merkel e i suoi hanno concordato una priorità: evitare di parlare di Nord Stream 2. Il progetto del gasdotto è un argomento di tra Berlino e Washington, che teme che il progetto possa far sì che la più grande economia europea dipenda in modo eccessivo dall’energia russa.

Il Nord Stream 2 è un progetto di gasdotto che collega la Germania alla Russia sotto il Mar Baltico. Sul quale i Paesi europei hanno trovato un compromesso per conciliare il progetto di Gazprom alle norme che regalo il mercato comunitario dell’energia, finendo per far arrabbiare Donald Trump.

Trump ha minacciato di imporre sanzioni contro la Germania. Quando all’incontro, come racconta il Wall Street Journal, il cancelliere tedesco si è seduto al tavolo dell’ufficio ovale,  il presidente Trump non ha esitato a dirle come riportano le persone presenti all’incontro.

Angela Merkel, devi smettere di comprare gas da Putin“.

Nord Stream 2: Trump continua a opporsi

Voluto con insistenza da Berlino, il gasdotto dovrebbe vedere la luce nel 2020. Donald Trump ha fortemente criticato il progetto voluto dal governo Merkel. Questo ha creato ulteriori frizioni geopolitichee tra la potenza Usa e la locomotiva d’Europa e ha spinto gli Usa alla possibilità di apportare nuove sanzioni contro il Cremlino.

“Una molecola di gas russo rimane una molecola di gas russo indipendentemente dal fatto che provenga dall’Ucraina o dal sottosuolo del Mar Baltico”.

Così ha detto la Merkel il mese scorso ad una conferenza di Monaco, alla quale ha partecipato il vicepresidente Mike Pence. Funzionari russi avrebbero riferito ai consiglieri della Merkel che le sanzioni statunitensi avrebbero spinto Gazprom a comprare dalle compagnie occidentali e completare il gasdotto da solo.

Dal canto suo Gazprom ha affermato di essere in grado di completare il lavoro e senza gli investitori occidentali, le banche controllate dallo stato russo prenderebbero comunque il sopravvento nella realizzazione del gasdotto, probabilmente con qualche finanziamento cinese.