Nord Europa: il momento Lehman è arrivato

9 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Prosegue in Austria quello che viene definito sempre più come il primo caso Lehman della storia del Nord Europa.

E’ il buco “monstre” del valore di ben 7,6 miliardi di euro scoperto nella bad bank di Hypo Alpe Adria, la Heta Asset Resolution, che ha portato l’Austria ad applicare la strategia del “bail in”, che preve perdite anche per i creditori, al fine di evitare – stando alla nuova normativa europea – che lo Stato e dunque i contribuenti si accollino l’intero peso delle perdite.

Si è trattato di un annuncio shock, che si è tradotto in un vero e proprio crash del valore dei bond Heta, che sono rimasti orfani della garanzia dello Stato. Ma il momento Lehman non si è fermato certo al crollo delle obbligazioni, che è stato tra l’altro di quasi il 50% nell’arco di pochi mesi.

Così come riporta Bloomberg, il panico è infatti appena all’inizio, dal momento che la decisione dell’Austria di staccare in un certo senso la spina alla bad bank sta avendo un “effetto domino su tutto il sistema finanziario, provocando revisioni al ribasso di rating in Austria e perdite di banche in Germania”. E la prima vittima è la provincia austriaca di Carinzia.

Il Telegraph spiega: “I bond Heta sono nozionalmente garantiti dallo stato (o Bundesländer) austriaco di Carinzia, che ora diventa soggetto al bail in. E’ un eco del caos che colpì l’Irlanda all’apice della crisi bancaria, quando tentò scioccamente di frenare il panico sottoscrivendo tutte le passimività bancarie irlandesi; la manovra finiì con il mandare quasi in bancarotta un intero paese” E ora, “Hypo (la bad bank) manderà in bancarotta Carinzia”.

“Essenzialmente, quello che il governo austriaco sta facendo è dare il benservito a una intera regione (…) è una mini-Grecia che sta esplodendo nel cuore dell’Europa”.

Carinzia ha di fatto garantito un debito senior di Heta per un valore di 10,2 miliardi di euro, quasi cinque volte tanto il valore delle sue entrate, nel 2014. Le entrate previste per il 2015 sono di appena 2,36 miliardi di euro. Di conseguenza, come ha detto il governatore Peter Kaiser in un’intervista rilasciata alla radio austriaca ORF, lo stato austriaco non riuscirebbe mai a garantire il rimborso dei bond, nel caso in cui la scadenza fosse imminente, o anche di un anno. Di conseguenza, dovrebbe intervenire in teoria lo stato sovrano, ovvero l’Austria. Ma il ministro delle finanze Hans Joerg Schelling ha detto ripetutamente che il governo austriaco non coprià le garanzie di Carinzia.

Motivo per cui lo scorso venerdì Moody’s ha tagliato il rating sullo stato di Carinzia di ben quattro gradini, da A2 a Baa3, cambiando l’outlook da stabile a negativo.

Moody’s ha spiegato la mossa con il rischio che il buco della bad bank sia maggiore di quanto anticipato, e che i creditori che hanno sottoscritto i bond Heta facciano ricorso all’azione legale.

Tra i debiti di Heta, ci sono anche 1,24 miliardi di euro che la bad bank deve a Pfandbriefbank Oesterreich AG, che emette bond per conto delle banche provinciali austriache.

Moody’s ha detto chiaramente che potrebbe rivedere al ribasso anche il rating di Pfandbriefbank, così come il rating di due dei suoi principali membri, le banche Hypo Tirol Bank AG e Vorarlberger Landes- und Hypothekenbank AG, di proprietà rispettivamente delle province austriache del Tirolo e di Vorarlberg.

Ma esposte sono anche alcune banche della Germania: come Dexia Kommunalbank Deutschland AG, la divisione tedesca di Dexia – che detiene bond Heta per 395 milioni di euro – e che quindi sarà colpita da un onere non specificato nel bilancio del primo trimestre.

Deutsche Pfandbriefbank AG detiene anch’essa bond Heta per 395 milioni di euro, e soffrirà una svalutazione di 120 milioni di euro, che ridurrà di due terzi i profitti al lordo delle tasse; NRW.Bank, anche, ha reso noto di avere nei suoi portafogli bond Heta, senza precisare il valore. Secondo la stazione televisiva WDR TV l’esposizione sarebbe pari a 276 milioni di euro. (Lna)