Nomine partecipate, “riciclati” vogliono guidare CdP e Rai

3 Aprile 2018, di Daniele Chicca

Dall’83enne banchiere Giuseppe Guzzetti, che si candida alla successione di Costamagna alla Cassa dei depositi e prestiti, una sorta di fondo sovrano nazionale italiano, al giornalista ed ex consigliere d’amministrazione della RAI Nino Rizzo Nervo, passando per il manager Giuseppe Mussari, nonostante l’avanzata in parlamento e la possibile salita al potere di due partiti anti establishment, Lega e MoVimento 5 Stelle, alcuni grandi nomi della storia italiana provano a “riciclarsi” nelle poltrone delle società partecipate pubbliche del governo.

“Cristo è risorto. E c’è chi pensa di poter fare lo stesso nella speranza di riciclarsi nello scacchiere del potere, nonostante l’impetuosa avanzata di grillini e leghisti”, scrive Luigi Bisignani sulle pagine del quotidiano Il Tempo dove parla dell’inizio delle “grandi manovre”. Due sono le scadenze più appetibili delle nomine previste in questi mesi: la Cassa Depositi e Prestiti (che ha partecipazioni in Eni, Poste Italiane, Fintecna e Sace) e la Rai, “centro di potere, denaro, sesso e visibilità”.

“A sorpresa, proprio come numero uno della CDP, sta pensando di autocandidarsi un vispo banchiere di 83 anni, potente ex ras democristiano, Giuseppe Guzzetti, in scadenza da Presidente della Fondazione Cariplo, ruolo che ricopre dal 1997 e non più rinnovabile. Come numero uno dell’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio italiane (Acri), che insieme detengono il 16% della Cassa, l’arzillo Guzzetti può indicarne il capo, e in gran silenzio sta proponendosi con gli uomini della Lega perché non si mettano troppo di traverso”.

“Con i grillini, invece, sogna di tornare a viale Mazzini, da cui è uscito come pensionato e come consigliere di amministrazione, un siciliano doc: Nino Rizzo Nervo che si considera l’unico interprete autentico del pensiero del suo vecchio sodale, il Presidente Mattarella. E fu proprio quest’ultimo a sussurrare a Paolo Gentiloni di portarlo a Palazzo Chigi, come vice segretario, per occuparsi soprattutto di tv pubblica in collegamento con Roberto Fico, fino a ieri presidente della Commissione di vigilanza ed oggi sullo scranno più alto di Montecitorio”.

“Come in tanti a Palazzo Chigi, anche Rizzo ha già messo in un angolo il Premier in uscita, mentre in Rai c’è grande agitazione per un suo eventuale ritorno. Il ‘luparetta rosa’, come tutti simpaticamente lo ricordano, aveva la capacità di annientare e far sparire i colleghi sgraditi”.

Tentativi di riciclati a parte, il vero problema sia per la Lega ma soprattutto per i 5 Stelle – dice Bisignani – “è se gli elettori, che li hanno votati per ribaltare il sistema, riusciranno a sopportare personaggi che hanno già fatto il loro tempo. I ruoli importanti hanno una loro simbologia, oggi più che mai, e c’è bisogno di guide giovani, brillanti e con un profilo internazionale”.