No TAV? UE minaccia l’Italia di riprendersi i fondi

4 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Si alle tante piccole infrastrutture utili, no a quelle grandi e inutili come la Tav. È questo in sintesi il pensiero del MoVimento 5 Stelle sul famigerato progetto TAV, il treno ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione, solcando le valli del Piemonte.

Pensiero che si scontra con quello delle autorità europee. Le quali hanno fatto sapere senza tanti giri di parole che in caso di ritardi prolungati, Roma dovrà restituire i fondi, fino all’ultimo centesimo.

Da un’analisi dei costi e dei benefici, tuttavia, fa sapere il governo giallo verde, emergerà che la TAV non conviene più di tanto. L’UE risponde dicendo di non avere mai commissionata uno studio. Insomma, dopo quello su deficit e conti pubblici si profila un nuovo scontro tra Bruxelles e Roma.

E forse anche in seno alla coalizione di maggioranza visto che una forza politica, il MoVimento 5 Stelle, pende per il no, mentre un’altra, la Lega, è favorevole al progetto.

TAV, Toninelli: “chissenefrega di andare a Lione”

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha negato che la questione possa mettere in crisi il governo. E anche il vice premier Luigi Di Maio ha ricordato che i due partiti al governo si sono messi d’accordo per cercare di concentrarsi sulle cose da fare su cui c’è uniformità di idee e intenti.

“Il Tav è divisivo? Certamente e infatti abbiamo scritto nel contratto di Governo che è da ridiscutere completamente. Noi non abbiamo alcun pregiudizio e spero che non ne abbia neanche la Lega. Guarderemo i numeri e decideremo. Non cadrà il Governo sul Tav”, ha spiegato Toninelli alla trasmissione ‘Coffee break’ su La7.

Per quanto riguarda invece la attuale analisi costi-benefici, su cui il governo “del cambiamento” lavora da un po’ di tempo, la Commissione ha precisato che “non è stata richiesta dalla Commissione”, ha detto il portavoce dell’organo esecutivo dell’UE, ricordando che già era stata presentata nel 2015.

Il Ministro Toninelli ha riassunto così il pensiero del suo dicastero sulla vicenda spinosa della TAV, che si trascina da decenni: “Io il Piemonte lo conosco bene. A Torino ho lavorato. Sono convinto che gli imprenditori torinesi, piemontesi, quella la vedono come una super Tav e non un buco nella montagna che nasce per trasportare persone e diventa trasporto merci perché hanno visto che né le persone né le merci ci passeranno mai di lì,.. perché chissenefrega di andare a Lione”.

Il progetto di un treno ad alta velocità di collegamento tra Torino e Lione, il cui elemento centrale è costituito da un tunnel lungo 57,5km scavato nelle Alpi italiane e francesi, non piace fin dal suo esordio. Le contestazioni del movimento NO TAV e delle associazioni a difesa dell’ambiente e del territorio, hanno manifestato e bloccato i lavori in diverse occasioni.

Di Maio: “Alla fine TAV non si farà

Questo ha fatto del Piemonte un terreno di scontro di realtà agli antipodi fra loro, creando attriti e favorendo episodi di violenza. La TAV si è attirata anche le proteste degli autoctoni, che denunciano non solo danni all’ambiente ma anche uno spreco di soldi pubblici. Il costo del tunnel si stima che sarà sugli 8 miliardi e 600 milioni di euro.

Una delle critiche che viene mossa più spesso alla TAV è che nel progettare l’opera non sono state consultate le autorità locali. Gruppi di esperti hanno condotto studi approfonditi e alternativi. Ma Di Maio ha escluso che i lavori verranno portati a termine rivedendo i piani.

“Alla fine la Tav non si farà“, ha dichiarato il leader del M5S da Ortona, in Abruzzo. “Il tema non è il ridimensionamento dell’opera, se parliamo di ridimensionamento parliamo di una supercazzola”.

Il 29 ottobre 2018 il consiglio comunale di Torino ha votato contro il progetto della TAV.