“No Imu per 70% italiani meno abbienti”

23 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Se c’è qualcosa che ha caratterizzato l’Italia quest’estate, oltre alla crisi di governo che si è aperta con la condanna di Silvio Berlusconi, è stato l’insieme di dichiarazioni quasi quotidiane che si sono succedute sul nodo Imu.

L’ultima è quella rilasciata dal ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio. Che, alla domanda relativa all’abolizione totale della tassa, ha detto fermamente che “il paese non può permettersi in questo momento di buttare 1,5 miliardi di euro”. Ma che ha anche ribadito che il governo Letta è impegnato a trovare una soluzione, una nuova imposta, la service tax e che è possibile che dall’Imu “venga esentato il 70% degli italiani meno abbienti”.

Diverso il discorso per i Credo che i cittadini facoltosi che “possono ermettersi di pagare 400 euro l’anno, è meno di un abbonamento a una tv privata”.

Con service tax, spiega il ministro intervistato da SkyTg24, “cercheremo di fare una tassa molto equa, che magari tenda a separare la questione dei rifiuti da quella della tassa immobiliare. Cercheremo di fare in modo che ci siano due componenti, una quella di proprietà e una per gli affittuari, per coloro cioè che usufruiscono dei servizi”.

E ancora: “In un momento di scarsità di risorse, mentre dobbiamo rifinanziare la Cassa integrazione, dobbiamo risolvere il tema degli esodati, dobbiamo far ripartire l’economia revisionando il Patto di stabilità, sarebbe paradossale se regalassimo 2 miliardi al 10% delle famiglie piu’ ricche”.

Poche ore dopo è arrivato però lo stop di uno dei falchi di punta del PdL, Renato Brunetta, secondo cui l’Imu verrà cancellata per tutti. Per l’ex ministro della Pubblica Amministrazione dell’ultimo governo Berlusconi, Delrio ha perso un’occasione per stare zitto.