No, il mercato dell’oro non farà default

26 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nella comunità degli investitori nel mercato dei metalli gira una voce da sfatare subito circa quanto una diminuzione dell’oro presente nei forzieri, in particolare da quelli di JP Morgan, potrebbe portare il Comex a fare default.

Altre 156.310 once (un’oncia equivale a circa 31,10 grammi) sono state prelevate dai clienti. I rumor sostengono che questo fenomeno finirà in qualche modo per compromettere la consegna di lingotti e provocare un default del mercato di Chicago.

Per prima cosa bisogna capire bene le basi del funzionamento del sistema dei futures.

Si tratta di una partita in cui la somma finale degli addendi, ovvero le operazioni intercorse, fa sempre zero. Una persona va lunga, l’altra va corta. Alla fine del periodo prestabilito, uno delle due parti si ritrova con o senza soldi.

Quello che determina l’esito della puntata è la performance del mercato sottostante al quale il contratto è legato. Ci sono un’infinità di mercati che si fermano qui e dunque è necessario sapere altro.

In questo caso ‘semplice’ le opzioni sono due: giunta la scadenza del contratto o si chiude la posizione e si paga la persona a cui si devono i soldi o si chiude la posizione per poi cambiare i termini, incassando in ogni modo una perdita o un profitto a seconda del valore di mercato.

In breve, le transazioni avvenute su questi mercati si risolvono sempre con un accordo in denaro e di conseguenza non è mai prevista un’opzione per farsi consegnare il bene fisico.

Ma ci sono ovviamente anche una serie di eccezioni, nella forma di mercati in cui la consegna ‘fisica’ continua a essere un’opzione, il che consente a chi ha una posizione short di determinare la combinazione dei tempi, luogo e quantità della materia prima.

Consegna o non consegna, tuttavia, i futures convergono sempre verso il prezzo stabilito dal valore di mercato alla scadenza del contratto.

Inoltre, persino con un’opzione di questo tipo, è altamente probabile un mercato dei futures che esista tranquillamente anche senza la presenza di un’offerta fisica reale. Si pensi al Bitcoin, la moneta virtuale che ha avuto un boom di richieste nel primo semestre.

Nel mercato dell’oro, le scorte aumentano quando c’e’ un incentivo a tenere il mtallo prezioso nel mercato.

Chi per esempio dovesse ritrovarsi con una posizione lunga sul mercato del Comex e volesse impossessarsi dell’oro piuttosto che ricevere denaro, deve fare domanda per ricevere una sorta di certificato, simile a un assegno, con il quale potrà dimostrare la proprietà dei lingotti. I quali rimangono nei forzieri delle banche.

Spetta poi al proprietario coprire i costi di ‘manutenzione’. La responsabilità cade sempre sulle spalle della controparte che ha fatto una scommessa ‘ribassista’, non su quelle dei custodi dei forzieri che offrono il servizio deposito.

Infine, un’altra idea da sfatare è quella secondo cui chi ha aperto posizioni short possa essere colto alla sprovvista da una corsa alle domande di consegna: è semplicemente poco realistica.

Il Comex è strutturato per prevenire eventi shock come questo, assicurando che una posizione dominante non passa mai essere accumulata da una sola persona, in modo che il mercato fisico dell’oro sia sopraffatto da una mancanza di offerta.

Al contrario di quanto dicono le voci di mercato, i limiti imposti alle posizioni short o lunghe hanno un effetto ribassista e non rialzista sul mercato del Comex.