NFT: cosa sono e come investire

7 Febbraio 2022, di Alessandra Caparello

Un video storico di una partita di Basket, un quadro digitale fatto con intelligenza artificiale o un tweet d’annata, tutti beni che non dicono nulla ma che possono essere certificati con un NFT che può essere venduto a cifre stratosferiche.

Si parla molto spesso negli ultimi tempi di NFT, acronimo di Non fungible token, letteralmente gettone non replicabile. Ma cosa sono e a cosa servono e come investire su di essi?

I primi NFT cominciano a circolare nel campo dell’arte digitale nel 2014, ma la vera svolta arriva nel 2017 quando un gruppo di sviluppatori canadese lancia “Cryptokitties” , un gioco che permette di  acquistare un gattino digitale, crescerlo e farlo accoppiare per generare nuovi gatti tutti unici, certificati da uno smart contract della block chain Ethereum e scambiabili con altri utenti.
Il gioco ebbe talmente tanto successo che arrivò a compromettere la stabilità dell’intero sistema Ethereum, voci non confermate riportano che durante l’anno di uscita e il 2018 le transazioni di gattini occupavano più del 10% dell’intera rete Ethereum. Il gioco poi cadde nel dimenticatoio ma la popolarità degli NFT era solo all’inizio tanto che nel 2021 il mercato degli Nft ha generato transazioni per 26,9 miliardi di dollari in criptovaluta come afferma un report di Chainalysis, società specializzata in analisi su blockchain e cripto asset.

NFT: cosa sono e dove si applicano

Letteralmente gettoni non riproducibili, basati su una blockchain che garantisce l’assoluta autenticità al momento dell’acquisto di un Nft , considerato un’oggetto digitale unico completamente tacciabile dal momento della sua creazione, un “Non-fungible token” è un certificato di proprietà del token che può mettere in vendita solo l’autore del NFT poiché il diritto di proprietà resta sempre del creator e non di chi acquista.

Si tratta in sostanza di certificati “di proprietà” su opere digitali. Nel dettaglio è un tipo speciale di token crittografico che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità scritto su Blockchain di un bene unico (digitale o fisico). Gli NFT non sono reciprocamente intercambiabili e si differenziano dalle criptovalute, come i bitcoin per esempio, che sono invece fungibili.

Gli NFT vengono usati in applicazioni particolari che richiedono oggetti digitali unici come cripto art, oggetti da collezione digitali e giochi online. In particolare il mondo dell’arte è uno dei primi campi di utilizzo di NFT, per la sua capacità di fornire prove di autenticità e proprietà dell’arte digitale che altrimenti avrebbe dovuto fare i conti con il potenziale della riproduzione di massa e distribuzione non autorizzata sul web.

Come funzionano

Come riporta Agendadigitale.ue, “chi acquista un’opera legata a un non-fungible token non acquista l’opera in sé, ma semplicemente la possibilità di dimostrare un diritto sull’opera, garantito tramite uno smart contract. Tutto comincia con una versione digitale dell’opera d’arte. Tipicamente, si usa una foto digitale o una sua documentazione filmata e salvata in formato digitale. Questa versione digitale non è altro che una lunga sequenza di numeri, 0 e 1 nel linguaggio informatico”.

Tale sequenza viene quindi “compressa” in una sequenza, chiamata hash, derivata da essa ma molto più corta, con un processo non invertibile conosciuto come hashing. È importante sottolineare che chi possiede il documento digitale può facilmente calcolarne l’hash, mentre è praticamente impossibile per chiunque altro ricostruire un documento digitale a partire da un hash. Il passo successivo è la memorizzazione di questo hash su una blockchain, con una marca temporale associata. L’uso di questi token ha aperto la strada a un mercato automatizzato di hash, in cui il creatore dell’hash può usare il token per aggiungere al suo interno il proprio hash e successivamente venderlo in cambio di un pagamento in criptovaluta, come per esempio la moneta ETH usata in Ethereum.

L’NFT tiene al suo interno traccia delle vendite dell’hash, in modo che risulta possibile tracciare i passaggi di mano dell’hash, fino al suo creatore, quindi dimostrandone il possesso. Questo meccanismo fornisce quindi una prova di autenticità e, al contempo, di proprietà dell’opera.

Come investire sugli NFT

Per l’acquisto degli NFT serve una blockchain, quasi sempre quella di Ethereum. Ma ultimamente stanno arrivando soluzioni alternative come Flow Blockchain, Binance Smart Chain, Solana, Cardano, Polygon, TRON e EOS. Le piattaforme per negoziare NFT sono numerose, da Open Sea a Nifty Gateway, da Valuables (per l’acquisto di tweet) a CryptoKitties. Ci sono Rarible e SuperRare specializzate in opere d’arte o Valuables per l’acquisto di tweet.
Le transazioni avvengono per la quasi totalità dei casi in criptovaluta, quindi è necessario disporre di un portafoglio digitale (wallet) come Metamask.