Wall Street su, Europa e Dow in striscia da record: resuscita tesi “Riccioli d’Oro”

11 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Wall Street apre gli scambi in moderato rialzo, con il Dow Jones (+0,38%) che punta a chiudere in territorio positivo per la settima seduta di fila: sarebbe la striscia più lunga in sei mesi. L’S&P 500 guadagna meno dell 0,2%. Mentre cresce l’attesa per l’intervento di Mario Draghi in Italia, ad aiutare i listini azionari è l’alleviarsi delle tensioni geopolitiche, con Donald Trump e Kim Jong-un che hanno fissato la data del loro storico incontro: il 12 giugno. Come osserva Bloomberg, gli investitori stanno digerendo gli ultimi dati economici per cercare di anticipare quale sarà la traiettoria dei tassi di interesse in Usa e altrove.

Dopo che l’indice CPI è risultato inferiore alle attese e la revisione al ribasso della Banca d’Inghilterra delle stime sull’inflazione, sono diminuiti i timori legati a un’accelerazione del percorso di normalizzazione delle politiche monetarie da parte delle banche centrali. È un contesto che reincarna l’idea dietro alla tesi delle condizioni “Riccioli d’Oro” (“Goldilocks”) secondo cui conviene comprare tutti i tipi di asset finanziari dal momento che l’economia globale cresce mentre l’inflazione no.

L’indice Euro Stoxx 600, positivo nella prima parte di mattinata, rallenta il passo a causa del rafforzamento dell’euro sul Forex, che mette pressione sui gruppi esportatori del continente. Grazie ai rialzi odierni la moneta unica non è più destinata a chiudere in calo la settimana rispetto al dollaro Usa, mentre il benchmark paneuropeo dell’azionario va verso la sua settima settimana di guadagni, la striscia più lunga degli ultimi tre anni.

Una serie di trimestrali negative nel settore farmaceutico sta influendo sull’andamento dei titoli del comparto in Borsa, offuscando i rialzi delle aziende attive nelle risorse di base, che sono da parte loro sostenute dal balzo delle materie prime. Il petrolio, in particolare, non sembra aver intenzione di fermare la sua corsa. In Italia i titoli bancari sono richiesti a Piazza Affari dopo le trimestrali convincenti di MPS, UBI e Mediobanca.