Wall Street in rally pre-Fed: Dow Jones +500 punti, Nasdaq +2,6%. Sprint Tesla, si scommette su balzo eps di oltre 190%

26 Gennaio 2022, di Redazione Wall Street Italia

Molto solida la performance di Wall Street nel Fed Day e dopo la forte volatilità che ha caratterizzato il trend dell’azionario Usa nelle ultime due sessioni. Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones avanza di 500 punti circa (+1,40%), a 34.778 punti; lo S&P 500 avanza dell’1,95% a 4.441,90 punti. Il Nasdaq balza del 2,63% a 13.894 punti.

Ieri il Dow Jones ha terminato la sessione in calo di 66 punti (-0,2%), dopo essere crollato fino a -818,98 punti nei minimi intraday ed essere rimbalzato fino a +226,54 punti. Il giorno prima, il listino era riuscito a riagguantare il segno più a fine seduta dopo essere capitolato fino a -1.115 punti. Sempre lunedì il Nasdaq Composite era riuscito a chiudere la seduta in territorio positivo dopo aver perso durante le contrattazioni fino a -4,9%, mettendo a segno così la ripresa, nell’arco della stessa seduta, più forte dal 2008.

Riguardo alle mosse della Fed, i tassi sui fed funds sono attesi invariati nel range compreso tra lo zero e lo 0,25% dopo il primo meeting del 2022. La banca centrale Usa dovrebbe tuttavia indicare l’intenzione di alzare i tassi nel meeting di marzo, per la prima volta dal 2018, a causa del forte balzo dell’inflazione negli Stati Uniti.

Grande attesa per le parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che saranno proferite nel corso della conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi.

Tra i market mover anche l’escalation delle tensioni geopolitiche, con i venti di guerra in Ucraina: l’amministrazione di Joe Biden ha schierato migliaia di soldati al confine ucraino e Mosca si è scagliata contro la Nato, accusandola di contribuire all’escalation delle tensioni con “annunci isterici”. In Ucraina, in un’intervista rilasciata alla televisione Ictv di Kiev, ripresa dall’agenzia Interfax, il ministro della Difesa ucraino, Alexei Reznikov ha affermato tuttavia che una minaccia di invasione da parte della Russia di Vladimir Putin
“non esiste”.

“Ci sono scenari rischiosi – ha ammesso – “ma ad oggi una tale minaccia non esiste”. “Fino ad oggi le forze armate russe non hanno creato unità d’attacco tali da mostrare che siano pronte ad un’offensiva domani”, ha aggiunto Reznikov.

Tra i titoli, nel bel mezzo della stagione degli utili trimestrali, focus su Boeing, dopo la pubblicazione del bilancio da parte del colosso aerospaziale Usa, che ha messo in evidenza un flusso di cassa positivo per la prima volta dal 2019, a fronte tuttavia di un onere al lordo delle tasse di $3,5 miliardi legato al suo programma 787 Dreamliner.

I problemi di produzione del modello hanno costretto di fatto gli aerei a terra per la maggior parte degli ultimi 15 mesi.

Boeing ha sofferto nell’intero 2021 una perdita pari a $4,29 miliardi, la terza perdita consecutiva su base annua, comunque decisamente inferiore rispetto al passivo di $11,94 miliardi del 2020.

Nel quarto trimestre del 2021, la perdita netta è stata pari a $4,16 miliardi, meno della metà degli $8,44 miliardi persi nello stesso trimestre dell’anno precedente. Il fatturato è sceso del 3% a $14,79 miliardi, inferiore ai $16,59 miliardi attesi dal consensus. Il titolo, che ha reagito al bilancio in modo positivo in premercato, ora è in ribasso.

Acquisti su Microsoft, all’indomani della trimestrale che ha battuto le stime degli analisti, complice la forte crescita del fatturato del segmento principale, quello che include i servizi cloud e il fiore all’occhiello Azure, la piattaforma pubblica che offre servizi di cloud computing, pari a +46%.
Il risultato è stato in linea o in alcuni casi superiore alle attese degli analisti, consentendo al colosso di assistere, grazie al trend positivo di altri segmenti, a un aumento del giro d’affari totale pari a +20% su base annua a $51,73 miliardi, meglio dei $50,88 miliardi attesi dagli analisti interpellati da Refinitiv, a fronte di un rialzo dell’utile netto del 21% a/a a $18,77 miliardi. L’eps si è attestato a $2,48 per azione, su base adjusted, meglio dei $2,31 per azione stimati.

Nella conference call indetta per commentare i risultati di bilancio, il ceo Satya Nardella ha confermato il suo grande interesse per il metaverso. Bene oggi anche il titolo Facebook, rivale di Microsoft nel metaverso – non per niente si è ribattezzata Meta -, con il titolo che sale di oltre il 2%, sulla scia degli acquisti che oggi interessano tutto il settore hi-tech, e non solo.

Tesla in rally di oltre +3% in attesa dei risultati di bilancio che saranno diffusi dopo la fine della giornata di contrattazioni a Wall Street. IL consensus degli analisti prevede per il colosso delle auto elettriche fondato da Elon Musk un utile per azione di 2,35 dollari su un fatturato di $16,65 miliardi (nel quarto trimestre del 2021), stimando così un balzo dell’eps del 193% e una crescita del fatturato superiore a +55%, stando a quanto riporta il sito Street.com

In rally anche Moderna, +4% circa, dopo otto sessioni consecutive di flessioni.

In attesa della Fed, i tassi sui Treasuries Usa a 10 anni salgono a un passo dalla soglia dell’1,80%, comunque in ribasso rispetto alla soglia dell’1,90%, che hanno riagguantato e superato la scorsa settimana, per la prima volta dal 2019.