Wall Street: futures poco mossi, Nasdaq fa peggio. Trepidazione per la Fed: le previsioni degli economisti
Futures su Wall Street poco mossi, in attesa dell’annuncio del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, in calendario alle 20 ora italiana. Gli economisti interpellati dalla Cnbc hanno detto di credere che il grande annuncio di oggi riguarderà il tapering, dunque la riduzione del programma di acquisti di asset da parte della Fed, ovvero il bazooka lanciato nel 2020 per fronteggiare l’emergenza della pandemia Covid-19 .
La Fed dovrebbe decidere di velocizzare i tagli degli acquisti – al momento i tagli ammontano ad appena $15 miliardi al mese, portando così il totale degli asset che vengono acquistati ancora ogni mese a $105 miliardi -, raddoppiandoli e portandoli così a $30 miliardi.
In questo modo la fine del piano di tapering verrebbe anticipata, dal giugno al marzo del 2022, per lasciare la banca centrale con le mani libere per iniziare ad alzare, a partire dall’anno prossimo, i tassi sui fed funds, che sono ancora inchiodati, dall’anno scorso, nel range compreso tra lo zero e lo 0,25%. Gli analisti intervistati dalla Cnbc ritengono che la Fed inizierà ad alzare i tassi due volte l’anno prossimo, due nel 2023 e nel 2024. Le previsioni sono diverse.
Gli analisti di Goldman Sachs, così come Morgan Stanley, sono d’accordo con il consensus degli economisti nel ritenere che la Fed raddoppierà il ritmo del tapering a $30 miliardi al mese. A loro avviso, il dot plot mostrerà due rialzi dei tassi nel 2022, tre strette nel 2023, quattro nel 2024, per un totale di nove strette nei prossimi tre anni. Per quanto riguarda invece le previsioni proprie di Goldman Sachs, gli economisti stimano che il Fomc alzerà i tassi nel 2022 tre volte, ovvero nei mesi di maggio, luglio e novembre (rispetto ai mesi precedentemente individuati ingiugno, settembre, dicembre), per poi alzare i tassi altre quattro volte, due nel 2023 e due nel 2024, per un totale di sette volte fino alla fine del 2024.
Oggi è attesa anche per il dato relativo alle vendite al dettaglio Usa, che verrà pubblicato alle 14.30 ora italiana. Gli economisti intervistati da Dow Jones prevedono un rialzo dello 0,8% a novembre, rispetto al balzo di ottobre pari a +1,7%. Ieri giornata negativa per Wall Street, con il Nasdaq che ha sottoperformato con una flessione dell’1,1%, zavorrato dai cali di Meta Platforms, la holding di cui fa parte Facebook, da Amazon, Apple, Netflix e da Alphabet, la holding di cui fa parte Google.
Alle 12.37 ora italiana, i futures sul Dow Jones sono ingessati con una variazione pari a +0,01%; i futures sullo S&P 500 cedono lo 0,06%, mentre i futures sul Nasdaq arretrano dello 0,30%. Il Nasdaq continua a fare peggio degli altri indici azionari. I tassi sui Treasuries a 10 anni avanzano all’1,445%.
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Petrolio fiacco in avvio di giornata. Nonostante via siano pochi segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, il mercato petrolifero continua a essere influenzato dalle aspettative di un accordo imminente
I principali dati macro in uscita oggi, venerdì 5 giugno 2026
L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.