Wall Street chiusa. Dollaro in calo, sconta ancora report occupazione Usa
Wall Street oggi chiusa in occasione del lungo week end per la celebrazione della festa del Lavoro. Sul mercato del forex si assiste all’indebolimento del dollaro, sulla scia del deludente report occupazionale Usa diffuso lo scorso venerdì, che ha smorzato le speculazioni su imminenti rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed. Le probabilità che la Fed decida di alzare il costo del denaro nel prossimo meeting di questo mese sono scese al 32% lo scorso venerdì, dopo il 34% di giovedì scorso. Le probabilità sono scese brevemente fino al 20% immediatamente dopo la pubblicazione dei dati sul Lavoro Usa.
Il Bloomberg Spot Index è in flessione, dopo aver ceduto -0,5% lo scorso venerdì. Rafforzamento per il dollaro neozelandese, che offre i rendimenti più alti tra le monete del G10. Bene anche il rand sudafricano, mentre il won coreano è balzato di oltre +1%. Al momento euro-dollaro -0,7%, a $1,1148; dollaro-yen -0,49%, a JPY 103,41. Dollaro-sterlina +0,05% a $1,3301; dollaro verso dollaro canadese -0,51%, a $1,2927. Euro-yen -0,59%, a JPY 115,28; euro-sterlina -0,14%, a GBP 0,8381; euro-franco svizzero -0,05%, a CHF 1,0930.
Oggi sono chiusi i mercati finanziari di Canada, India e Stati Uniti. Focus sui movimenti sul mercato del petrolio, sulla scia delle dichiarazioni congiunte arrivate da Russia e Arabia Saudita nel meeting del G20. Il rally della mattinata si è tuttavia decisamente smorzato. Il contratto WTI Crude segna +1,40%, a $45,06, il Brent fa oltre +1%, a $47,31. Quotazioni oro in crescita +0,26%, a $1.330,20.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.