Usa: vendite al dettaglio senza sorprese, da prezzi al consumo alert stagflazione

15 Marzo 2017, di Daniele Chicca

I dati sulle vendite al dettaglio e l’inflazione Usa di febbraio hanno registrato risultati in linea con le previsioni, ma nel secondo caso hanno acceso una spia d’allarme di una stagflazione negli Stati Uniti. Ci sarebbero volute ben altre sorprese negative per convincere la Fed a rimandare il rialzo dei tassi di interesse, ormai dato per scontato dai mercati e che arriverà ufficialmente stasera alle 19 italiane.

L’indice CPI Core è salito del 2,2% su base annuale in Usa dopo il +2,3% di gennaio, come da attese, restando al di sopra dell’obiettivo del 2% della banca centrale Usa da ormai 15 mesi di fila. I prezzi al consumo – comprese le componenti volatili di cibo ed energia – hanno registrato l’espansione più accentuata da febbraio 2012. Le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,1% anziché dello 0,2% previsto.

Sui mercati finanziari (segui live blog), il dollaro Usa è in lieve rafforzamento, mentre i future sui principali indici di Borsa indicano che l’avvio sarà sonnolento a Wall Street. Tutto si giocherà con la riunione della Federal Reserve e le elezioni in Olanda.