Usa: report lavoro robusto, disoccupazione al 4,4%. La reazione dei mercati

5 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Robusto: così si può definire il report occupazionale governativo Usa di aprile dopo la debolezza del mese precedente. Gli Stati Uniti hanno creato 211 mila posti di lavoro, più delle attese che erano secondo gli analisti interpellati da Bloomberg per un risultato di +190 mila unità. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4% (le stime erano per un aumento al 4,7%), mentre i salari orari sono aumentati dello 0,3% su base mensile (com’era previsto) e del 2,5% su base annuale (sotto il consensus di +2,7%). Le ore lavorative si sono mantenute stabili a 34,4 per settimana. La percentuale dei sottoccupati è scesa all’8,6% dall’8,9%.

Unica nota negativa: il tasso di partecipazione alla forza lavoro, che è calato il mese scorso al 52,9% dal 53%. Il governo Trump deve fare qualcosa per invertire la rotta in questo frangente. La Fed dovrebbe aumentare i tassi di interesse nella prossima riunione di giugno. Ciononostante l’indice del dollaro Usa scambia in calo. Detto questo in generale i mercati non hanno reagito in modo particolare ai dati macro sul lavoro.

I trader spiegano che il dollaro americano sta cedendo terreno sul Forex (se si guarda alla performance del Dollar Index, l’indice che dà l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di valute rivali) dopo un primo scatto iniziale in reazione ai dati macro, perché il mercato non crede nella tesi secondo cui gli Stati Uniti sono in una fase di piena occupazione. Alla creazione robusta di posti di lavoro non corrisponde ancora un’espansione soddisfacente dei salari. Senza contare che il tasso di partecipazione di lavoro, cui il governo e la Federal Reserve danno molta importanza, è sceso.

Anche i rendimenti sui Treasuries Usa hanno cambiato direzione. Dopo essersi spinti in rialzo appena dopo la pubblicazione del report occupazionale, al momento i tassi sui titoli di Stato a medio e lungo termine americani cedono quota. Prima della diffusione dei dati macro, il titolo a due anni rendeva l’1,326%, mentre il decennale presentava un tasso del 2,363%.