Usa: boom occupazione, cosa farà ora la Fed. Le probabilità anche per il 2017
Ora che ha avuto la prova che i dati choc di maggio sono stati solo una parentesi, cosa farà ora la Fed con i tassi di interesse Usa?.
Come mostra la tabella qui sotto, le probabilità di un aumento dei tassi sono decisamente balzate, ma rimangono a livelli decisamente bassi e rimangono inferiori al 40% – in base all’andamento dei futures sui fed funds – anche in relazione ai meeting del 2017.

Il tanto atteso report occupazionale Usa di giugno ha indicato la creazione di +287.000 nuovi posti di lavoro. Stracciate le stime degli analisti, che avevano previsto una creazione di 175.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è aumentato dal minimo record del 4,7% al 4,9%. Il rialzo tuttavia è dovuto alla decisione di più persone di mettersi alla ricerca di un posto di lavoro e non a un peggioramento dei fondamentali dell’economia.
Il tasso di partecipazione alla forza lavoro è dunque aumentato a giugno, attestandosi al 62,7%.
In crescita anche i salari orari – che danno un’idea delle dinamiche dell’ inflazione che in media sono saliti +0,1% a $25,61. Su base annua il rialzo è stato +2,6%, al tasso più alto dalla ripresa dell’economia.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.