S&P in rosso: Wall Street combattuta tra rialzo tassi e speranze bazooka fiscale

27 Settembre 2017, di Daniele Chicca

A Wall Street gli indici Dow Jones e S&P 500 hanno fatto una virata in territorio negativo: a livello settoriale pesano in particolare i cali di utilities, immobiliare e beni di grande consumo. Si tratta delle aziende che maggiormente sarebbero penalizzate nel caso di un innalzamento del costo del denaro entro fine anno. Il comparto IT e le banche sono invece ben richiesti al momento (indice settoriale bancario +1%) grazie alle dichiarazioni aggressive di Janet Yellen, che ha spiegato che la Federal Reserve potrebbe alzare i tassi entro fine 2017 a prescindere da dove si trova l’inflazione.

A Wall Street “sarà una battaglia tra la speranza di vedere materializzato un bazooka fiscale e la realtà della politica monetaria”, osserva all’emittente CNBC Peter Boockvar, chief market analyst presso The Lindsey Group. Oggi sono i rendimenti obbligazionari a muovere il mercato e molte delle oscillazioni che si vedono oggi sono dovute alla riforma del piano fiscale che si appresta ad annunciare il governo Trump. Il rendimento del titolo di Stato Usa a due anni ha toccato i massimi dal 4 novembre 2008 all’1,483%. Il decennale si è portato al 2,314%, il livello più alto dal primo agosto.

Il Dow Jones ha visto azzerati i rialzi (in avvio guadagnava 80 punti) mentre l’S&P 500 ha virato brevemente in negativo. Che il piano di taglio delle tasse per le aziende e gli individui benestanti sia massiccio e vada in porto non è ancora completamente scontato dal mercato azionario, ma l’idea generale è che gli utili trimestrali potrebbero alla fine giovarne. A settembre il Russel 2000 è in rialzo del 4,41% mentre l’S&P ha guadagnato l’1,42%. Sul Forex nel frattempo l’indice del dollaro Usa scambia in rialzo di mezzo punto percentuale a 93,607 punti, il top dal 23 agosto.