Sondaggio Brexit: calano i sostenitori all’Ue

5 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Si riduce da 18 a 6 punti percentuali nel quarto trimestre la distanza tra i sostenitori della permanenza del Regno Unito nella Ue e gli oppositori. Questi i numeri che rileva il rapporto Deloitte sull’ipotesi Brexit.

In particolare nel rapporto emerge che i responsabili finanziari di Sua Maestà, nonostante l’accelerazione dell’attività rispetto alle previsioni, sono pessimisti in merito alle prospettive di crescita economica nella zona euro nel 2016. Ottimismo invece per la crescita britannica e per quella americana, mentre i dubbi rimangono “sul ritmo e sulla sostenibilità della ripresa globale che stanno condizionando l’orientamento del business”.

Cala nel 2015 la fiducia dei manager inglesi, arrivando a fine anno a livelli più bassi dal secondo trimestre del 2012, quando la zona euro era in fase recessione. Cala al 37% nel quarto trimestre (contro il 47% nel III trimestre e il 72% nel 2014) la percentuale di coloro che pensano che oggigiorno vi siano le condizioni favorevoli per assumere rischi.

“Le strategie di bilancio sono diventate più difensive con una forte concentrazione sul controllo dei costi che oggi si trova in cima alle priorità aziendali. Ciò implica una riconsiderazione del peso delle acquisizioni”.

E in merito alla politica monetaria? I responsabili finanziari aspettano dalla banca Inglese un rialzo dei tassi di interesse nella seconda metà dell’anno. Ma sarà una restrizione soft con rialzi a 3 mesi per un totale di 100 punti base dall’attuale 0,6% all’1,6% a fine 2018. Un aumento che non avrà alcun effetto o avrà effetto positivo sugli investimento e occupazione – così la pensa il 64% dei manager.