Referendum, analisti: Renxit potrebbe essere un bene per i mercati

5 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

Alla fine dei conti la vittoria del No al referendum costituzionale e le successive dimissioni di Matteo Renzi da primo ministro potrebbero essere un bene per l’Italia e per i mercati finanziari. Se il governo fosse uscito vincitore dal voto popolare, paradossalmente sarebbero salite le chance di vittoria del MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni generali del 2018. Lo sostengono gli analisti di Columbia Threadneedle Invesmtens, secondo i quali in questo modo, con un governo tecnico di transizione, è più facile che si vada al voto con una nuova legge elettorale meno favorevole al movimento anti euro.

Per come è strutturato al momento l’Italicum, con un premio di maggioranza significativo alla Camera per il partito che si aggiudica il secondo turno, il M5S era dato per favorito nei sondaggi. Se invece con una nuova legge saranno premiate eventuali coalizioni di governo, piuttosto che un partito da solo, e si ritornerà a un sistema proporzionale e non maggioritario, è più facile che a spuntarla sia il PD o il blocco di centro destra e destra.

Sui mercati i bond sono stabili oggi e lo Spread tra Btp e Bund decennali si è ampliato di appena 10 punti basi. Sono gli stessi livelli testati all’inizio della scorsa settimana. Una vittoria del No, prevista da sondaggi e bookmaker, era già scontata nei prezzi dei mercati. Inoltre giovedì si riunisce il comitato di politica monetaria della Bce, che dovrebbe alzare  uno scudo per i Btp e potenziare il programma di Quantitative Easing, estendendolo oltre la data di scadenza di marzo 2017.