Pil Usa, cosa c’è da aspettarsi e come cambieranno strategie Fed
Il governo americano pubblicherà l’atteso dato sul Pil trimestrale alle 14.30 italiane di oggi. Stando ad alcune stime, il rapporto potrebbe essere il primo negli ultimi otto trimestri a presentare una crescita delle attività economiche più alta del +2,6%. L’ultima volta che è successo era il terzo trimestre di due anni fa. Se così fosse, un rialzo dei tassi della Fed a dicembre sarebbe da dare per scontato e i bond continuerebbero a salire. Una simile crescita non è assicurata.
Se il Pil sarà invece inferiore al 2% per gli Stati Uniti sarebbe soltanto il terzo periodo nella storia nel quale a una crescita così bassa del Pil, il trimestre successivo segue la prima stretta monetaria dell’anno. Le ultime volte che è successo correvano gli anni 1948 e 1980. Nel primo caso la recessione si è materializzata un trimestre dopo l’incremento del costo del denaro, mentre nel secondo caso, 36 anni fa, si è manifestata tre trimestri dopo la stretta della Federal Reserve. Anziché alzare i tassi quando la crescita era superiore al 3%, la Fed lo vuole fare ora che il Pil non sale più del +2% dal secondo trimestre dell’anno scorso.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.