Petrolio e oro: orsi contro tori, cosa emerge dalle scommesse

18 Luglio 2016, di Laura Naka Antonelli

Sul mercato delle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in ribasso, sia a New York che Londra.

In particolare, il contratto WTI scambiato a New York scende -0,52%, a $45,71, mentre il Brent arretra -0,38%, a $47,43.

Da segnalare, stando a quanto riporta un articolo di Bloomberg, che le società di trivellazione hanno aumentato le loro scommesse sul calo dei prezzi del petrolio +29% nel corso di quest’anno. Inoltre, stando ai dati resin noti dalla Commodity Futures Trading Commission gli stessi produttori (in Usa) hanno aumentato le scommesse ribassiste sui prezzi per la terza settimana consecutiva, nei sette giorni terminati lo scorso 12 luglio. Le scommesse short sotto forma di futures e opzioni sono avanzate in modo combinato di 8.566 unità, o +1,6%.

Tra l’altro, i prezzi sono scesi oltre -10% dopo aver testato il record del 2016 all’inizio di giugno, fattore che alimenta i timori di un nuovo crollo nel secondo semestre dell’anno. I prezzi sono in ogni caso in rialzo oltre +65% dai minimi in 12 anni testati all’inizio dell’anno.

Oro intanto piatto, -0,02%, a $1.327,10. Occhio alle stime di DBS Group Holdings, che ha già previsto il rally dell’oro di quest’anno, che parla di una fase importante di mercato toro per l’oro e che prevede un rally superiore a $1.500 l’oncia, sulla scia di bassi tassi di interesse e a causa delle imminenti elezioni presidenziali Usa.

Le quotazioni dell’oro hanno testato il record dal marzo del 2014 volando fino a $1.375 l’oncia.