Oro da record e non solo per via della Corea del Nord: grafico rivelatore
È uno di quei casi in cui un grafico dice la verità più di tante dichiarazioni o elucubrazioni. I prezzi dell’oro hanno iniziato a correre lunedì, un giorno prima dell’intensificarsi delle tensioni geopolitiche per via della minaccia nucleare nordcoreana. Questo perché i trader hanno avuto per la prima volta modo di fare le loro puntate dopo aver assistito ai danni enormi recati dall’uragano Harvey. Le inondazioni continuano e i danni potrebbero arrivare fino a 100 miliardi di dollari.
Questo disastro naturale finirà per ridurre il Pil Usa nel terzo trimestre e potrebbe convincere – o dare una scusa valida a seconda dei punti di vista – la Federal Reserve a rimandare il nuovo rialzo dei tassi previsto quest’anno. Inoltre il fatto che l’oro abbia rotto al rialzo la soglia tecnica di $1.300 l’oncia è un segnale molto forte dal punto di vista tecnico, dicono i graficisti e che uno creda o meno ai fondamentali quello era un buon momento per comprare.

Breaking news
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, considera il recente calo delle azioni tecnologiche globali come un’opportunità d’acquisto, sottolineando l’inizio della costruzione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Huang ha evidenziato un accordo con SK Hynix per progettare chip di memoria per AI.
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato