Inversione curva dei rendimenti Usa penalizza le banche a Wall Street
L’inversione della curva dei rendimenti dei titoli Usa sugli spread di rendimento tra certe scadenze, come quella tra i Treasuries a 2 e 5 anni, non favorisce l’appetito per i titoli azionari, con le banche che sono tra le più colpite dai Sell in questo contesto.
La curva dei rendimenti tende a invertirsi quando la Fed continua a imporre strette monetarie nonostante un rallentamento dell’attività economica e per questo viene considerata da analisti e commentatori un presagio di una futura fase di recessione.
Il fatto che il differenziale tra i titoli a due e a cinque anni sia finito sotto zero è un segnale chiaro che i mercati obbligazionari non credono che la Fed porterà a termine i suoi piani per due o tre rialzi dei tassi nel 2019.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo