Inflazione Eurozona, Mps vede un rallentamento nel 2017
Dopo un’inizio anno in forte rialzo, l’inflazione europea è tornata a scendere, allontanandosi di molto dal target del 2%, a causa principalmente del calo della componente energetica. Per il resto del 2017, le previsioni degli analisti di MPS Capital Services sono per un’inflazione in area euro “che dovrebbe mantenersi intorno ai valori attuali, con la possibilità a fine anno di avvicinarsi all’1%”. Si tratterebbe di una buona notizia per il debito italiano, che dovrebbe così continuare a essere sostenuto dalle manovre di stimolo monetario straordinarie della Bce di Mario Draghi.
“Le attese sono di un prezzo del petrolio che potrebbe continuare a mantenersi nel range 50-60$ e di un cambio €/$ più esposto verso un apprezzamento del dollaro. Con riferimento all’Italia, il BTP Italia si presenta come uno strumento che riesce a reggere di più i momenti di tensione sui titoli governativi rispetto ai BTP generici di analoga scadenza”.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.