Forex, euro ai minimi di otto sedute: pesa verbale “colomba” della Bce
Sul mercato valutario, l’euro scivola ai minimi di otto sedute oggi, con i numeri dell’inflazione Usa pubblicati ieri che hanno aumentato le chance di un rialzo dei tassi di interesse in America. Ad aiutare il dollaro americano è anche il calmierarsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
La moneta unica da parte sua è penalizzata dai verbali della Bce pubblicati ieri, da cui è emerso che i membri del board rimangono favorevoli a politiche accomodanti e che ci vorrà ancora molto tempo prima di arrivare a una normalizzazione della strategia. I contenuti delle “minute” sono in contraddizione con le indiscrezioni di Reuters secondo cui il board era diviso sul da farsi e che alcuni esponenti avrebbero spinto per un rialzo dei tassi già a luglio 2019. Nell’ultima riunione di politica monetaria della Bce, il governatore Mario Draghi aveva detto che se ne riparlerà non prima dell’autunno 2019.
L’euro è sceso a quota $1,1627 dollari in mattinata, mente il Dollar Index – che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di valute rivali, sfiora i massimi di dieci giorni.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.