Fed, Lacker: tassi Usa dovrebbero essere molto più alti
I tassi Usa dovrebbero essere più alti in modo significativo rispetto a quanto i mercati stessi stanno scontando. Lo ha detto Jeffrey Lacker, presidente della Fed di Richmond, prossimo alla pensione. Lacker non è un membro votante del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. Al momento, i tassi sui fed funds sono stati fissati a un valore compreso tra lo 0,5% e lo 0,75%, dopo le due manovre restrittive adottate dalla Fed nel dicembre del 2016 e del 2015.
“La mia opinione è che, con un tasso di disoccupazione pari o inferiore ai livelli a cui corrisponde una situazione di piena occupazione e con un’inflazione molto vicina al target da noi annunciato, pari al 2%, tassi significativamente più alti sarebbero giustificati”
Gli ultimi numeri arrivati dal fronte macroeconomico sembrano dare ragione a Lacker. Reso noto infatti nella giornata di oggi l’indice dei prezzi alla produzione Usa, che è balzato a gennaio +0,6%, riportando il rialzo più forte dal 2012, e attestandosi al di sopra delle attese degli analisti, che avevano previsto un incremento dello 0,3%.
Attesa per il discorso che Janet Yellen proferirà a partire dalle 16 ora italiana, nel corso della sua audizione al Congresso Usa.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.