Fed alza i tassi: sopra l’1% per la prima volta dal crac di Lehman
Una Federal Reserve dai toni più da “falco” del previsto ha alzato il costo del denaro di 25 punti base, come ampiamente atteso dal mercato, e annunciato che inizierà a ridurre il bilancio ‘monstre’ da 4500 miliardi “relativamente presto”. I tassi di interesse guida sono saliti all’1-1,25%, superando l’1% per la prima volta dal crac di Lehman Brothers. È il terzo rialzo dei Fed Funds in sei mesi (dicembre 2016, marzo e giugno 2017).
I mercati si interrogano sulle possibilità che Janet Yellen e colleghi del board di politica monetaria trovi nelle condizioni economiche la giustificazione per imporre un’altra stretta monetaria come previsto dalla tabella di marcia della Fed. In realtà l’inflazione e l’economia si stanno raffreddando tra primo e secondo trimestre e un altro rialzo dei tassi di interesse nel 2017 non è per nulla scontato. Motivo per il quale il dollaro Usa è poco intonato oggi. L’azionario invece paga le notizie dell’apertura di un’indagine nei confronti del presidente Usa Donald Trump per presunta ostruzione alla giustizia nell’affaire Russiagate.
Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.