Eurozona: inflazione stabile a marzo, prezzi al consumo invariati
BRUXELLES (WSI) – Si stabilizza a marzo inaspettatamente l’inflazione della zona euro dopo la deflazione registrata nei mesi precedenti. Nell’area come rivela l’Eurostat, nel mese di marzo i prezzi al consumo sono rimasti invariati. C’è stata dunque una revisione al rialzo, dal momento che le stime preliminari avevano indicato un ribasso dello 0,1% contro il -0,2% registrato nel mese di febbraio.
L’inflazione rimane ben al di sotto delle attese della BCE che ha un target di inflazione al 2% circa, nonostante lo stesso istituto centrale guidato da Mario Draghi abbia intensificato gli acquisti di obbligazioni mensili da 60 miliardi a 80 miliardi di euro.
L’inflazione core, al netto di elementi volatili come cibo ed energia, è cresciuta dell’1% nel mese di marzo dallo 0,8% nel mese di febbraio, invariato rispetto alla stima iniziale.
Il maggior contributo a sostegno dell’inflazione nel mese di marzo nell’Eurozona è venuto da ristoranti e caffè, settore in cui i prezzi sono aumentati dell’1,5 per cento, aggiungendo così alla lettura del dato finale 0,12 punti percentuali.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.