Eurozona in deflazione: prezzi calano ancora e più delle attese
BRUXELLES (WSI) – L‘inflazione nell’eurozona ha subito nel mese di aprile una contrazione dello 0,2% su base annua secondo la stima ‘flash‘ diffusa dall’ Eurostat.
Un calo che supera le attese degli analisti che stimato un -0,1%. Scendono i prezzi dell’energia che segnano un -8,6% a barile su base annua nel mese di aprile, mentre sono in aumento i prodotti alimentari non trasformati (+1,2%).
Al netto di questi due elementi più volatili, l’inflazione core registra un aumento dello 0,8 per cento su base annua nel mese di aprile. Obiettivo della BCE è mantenere l’inflazione bassa ma vicina al 2 per cento nel medio periodo e l’acquisto di titoli di Stato sul mercato che ha iniettano più denaro nell’economia e ha fatto crescere i prezzi più in fretta .
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play