Borse estendono cali, messe a dura prova da balzo rendimenti obbligazionari

2 Febbraio 2018, di Daniele Chicca

L’azionario continua a essere messo a dura prova dal rialzo dei rendimenti obbligazionari, sia negli Stati Uniti, sia in Germania. Alcuni gestori, tra cui i guru dei Bond Jeff Gundlach e Bill Gross, hanno sottolineato che un livello tra il 2,7 e il 3% (ossia dove si trovano ora i tassi dei Treasuries a 10 anni) manda un segnale di pericolo, in quanto potrebbe aprire una fase ribassista per l’obbligazionario. Il livello viene ritenuto da molti osservatori di mercato come un catalizzatore negativo anche per le Borse.

Piazza Affari cede l’1,19% a 23.261,64 punti, mentre l’indice paneuropeo STOXX Europe 600 è in calo dello 0,8% a 390,55. L’indice MSCI della regione Asia Pacifico (escluso il Giappone) arretra dello 0,7% in area 599,58 e il Nikkei ha fatto segnare una flessione del -0,9% a quota 23.274,53. A Wall Street il Dow Jones perde lo 1,37% a 26.076,89, mentre l’S&P 500 perde lo 0.83% bucando l’area di 2.800 punti. Calo di circa un punto percentuale per il Nasdaq. Lato reddito fisso, i rendimenti del Bund decennale salgono di 2 punti base allo 0,741%, mentre i rendimenti dei Btp a 10 anni lasciano sul campo 6,3 punti base all’1,697%. Sul Forex, il Dollar Index fa +0,2% a 88,87 punti e l’euro perde lo 0,2% a quota $1,2484. Tra le materie prime, il future sul Brent avanzano dello 0,2% a $69,78 al barile, l’oro cede lo 0,2% a $1.346,44 l’oncia.