Bce e QE: a che punto è il rischio bolle? Draghi risponde
Tra gli effetti collaterali di una politica monetaria accomodante, esiste il “rischio potenziale di credito o di formazione di bolle di asset“.
Al momento, afferma Draghi, “non abbiamo prove convincenti su un livello eccessivamente stirato degli asset europei. Sia gli spread tra i corporate bond che i prezzi dei corsi azionari, appaiono ampiamente in linea con i fondamentali. Allo stesso modo, la crescita dei prezzi del mercato immobiliare dell’area nel suo complesso rimane moderata, sebbene sia osservabile una significativa eterogeneità tra i vari paesi”.
Ancora, il numero uno della BCE avverte:
“Per più tempo le misure di politica monetaria accomodante rimangono in essere, maggiori sono i rischi di effetti collaterali non giustificati sul sistema finanziario. Per esempio, i prezzi degli asset potrebbero salire a livelli che non sono in linea con i fondamentali, in quanto gli investitori potrebbero essere tentati dall’assumere maggiori rischi nelle fasi di bassi rendimenti. Questi sviluppi sono affrontati in modo migliore attraverso la messa a punto di politiche micro e macro prudenziali”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.