Bando migranti musulmani, gruppi hi-tech Usa a Trump: “va cambiato”

6 Febbraio 2017, di Daniele Chicca

Diversi grandi colossi dell’industria tecnologica americani, che in termini di personale potrebbero subire conseguenze molto negative dal temporaneo divieto di ingresso in Usa imposto ai cittadini di sette paesi di fede musulmana, si sono lamentate e stanno per lanciare un appello coordinato all’amministrazione Trump per apportare le eccezioni promesse al piano, volte ad ammorbidirne alcune condizioni, come per esempio valutare caso per caso l’assenza di rischi per la sicurezza nazionale.

Diverse società del mondo hi-tech, tra cui Google, Twitter, Yahoo!, Microsoft, Apple e Facebook, hanno preparato e firmato una lettera congiunta che verrà recapitata oggi al presidente Donald Trump e in cui si chiede di mettere in pratica gli aggiustamenti promessi al divieto. Resta da vedere come il Dipartimento dell’Interno deciderà di implementare l’ordine esecutivo sul giro di vite anti immigrazione. In questi giorni centinaia di aziende del settore, compresa anche Uber, hanno fatto causa contro il divieto dicendo che “infligge un danno consistente agli affari americani”.