Mutui non pagati: non solo esproprio immediato. Tornano le penali?

3 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Tiene banco nelle ultime ore la questione casa e mutui, in particolare per l’adozione di uno schema di decreto legislativo con cui il Governo recepisce la direttiva Ue/2014/17 in merito ai contratti di credito.

Nei fatti il decreto introduce una serie di modifiche importanti al Testo unico bancario e su un aspetto in particolare si è accesa la polemica, quello che riguarda il nuovo articolo 120-quinquesdecies che permette di evitare il passaggio dinanzi all’autorità giudiziaria per la vendita dell’immobile qualora il consumatore non paghi sette rate del mutuo.

Verrebbe così annullato l’articolo 2744 del Codice civile, che vieta il cosiddetto patto commissorio, permettendo così agli istituti di credito di entrare direttamente in possesso della casa senza più passare dal tribunale. Una novità che accende gli animi e fa salire la protesta dentro il Parlamento, soprattutto con i 5 stelle. Il viceministro dell’economia Enrico Zanetti si dichiara disponibile ad apportare modifiche.

“Bisogna chiarire che le nuove norme non sono retroattive e il contratto di mutuo non sarà modificabile successivamente”.

Interviene nella polemica, tentando di placare gli animi anche Antonio Patuelli, presidente dell’Abi che a margine di un convegno alla Luiss ha avuto modo di sottolineare che:

“Ho studiato il documento del governo che recepisce la direttiva e non riguarda fatti passati ma eventualità, possibilità per il futuro. È una cosa lasciata alla libera contrattazione tra famiglie e istituti bancari e non riguarda il passato e i crediti deteriorati. Peraltro esiste anche un Fondo salva-mutui per le moratorie presso il Tesoro. Sono logiche europee, ce ne sono anche altre, comunque noi non ce ne siamo interessati”.

Ma la proteste continuano  e Federconsumatori lancia l’allarme attraverso le parole del suo presidente, Rosario Trafiletti:

“E’ una norma indegna. Faremo di tutto e in ogni sede perché questo scempio non passi”.

Sulla stessa linea anche Antonio Pinto, componente del direttivo di Confconsumatori.

“Seguiremo la via istituzionale per chiedere di stralciare questa norma. Se poi verrà approvata a legge, allora chiederemo sicuramente un referendum abrogativo”.

Dalle parole ai fatti: è di queste ore l’invio da parte dell’Unione nazionale consumatori di una lettera ai membri delle commissioni parlamentari che stanno lavorando al decreto, in cui vengono evidenziati i punti critici della novità oltre al nuovo articolo 120-quinquesdecies, anche la reintroduzione delle penali, eliminate nel 2007 con il decreto Bersani.

“Dal costo totale del credito, Taeg, sono esclusi i costi connessi con la trascrizione dell’atto di compravendita del bene immobile e le eventuali penali pagabili dal consumatore per l’inadempimento degli obblighi stabiliti nel contratto di credito”.

Dubbi che in verità sorgono anche tra i tecnici del Servizio Studi del Senato secondo cui la nuova norma non offre abbastanza tutele ai consumatori ma nemmeno agli altri creditori.

“L’immediato trasferimento della proprietà dell’immobile alla banca, vincolando il bene al soddisfacimento del creditore stipulante, lo sottrae dall’aggressione degli altri eventuali creditori, per di più mantenendo al privilegiato la garanzia patrimoniale ordinaria per l’eventuale residuo creditorio”.